Goldoni, il presidio compie 6 mesi 

I sindacati: «Lotteremo ancora, fino a quando vi sarà la certezza della continuità aziendale» 

RIO SALICETO. Sono trascorsi sei mesi dal 4 settembre 2020, quando ebbe inizio il presidio permanente organizzato dalla Rsu e dalla Fiom davanti alla Goldoni – al confine tra Rio Saliceto e Migliarina di Carpi – contraddistinto dalla parola d’ordine: “La Goldoni va salvata, punto !”. Una frase che campeggia anche sulle sciarpe divenute il simbolo di una lotta che ha visto protagonisti non solo gli operai, ma due intere province, che li hanno sostenuti fin dal primo giorno.

« Il presidio è ancora in corso e si concluderà solo quando vi sarà la certezza della continuità aziendale – dicono Stefania Ferrari, Angelo Dalle Ave, Massimo Valentini di Cgil Fiom –. Sei mesi iniziati dormendo in tenda con il caldo e le zanzare, per passare poi alle rigidità invernali, attenuate grazie alla solidarietà di importanti aziende locali che hanno messo a disposizione due container riscaldati».


Tante sono state le iniziative finalizzate a dare risalto alla vertenza. Come la delegazione di lavoratori che ha deciso di recarsi alla festa dell’unità di Modena in occasione della visita dell’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Occasione durante la quale il sindaco di Carpi gli consegnò la lettera predisposta appositamente.

Innumerevoli le espressioni di vicinanza e appoggio dai cittadini e dal territorio, a partire dai sindaci di Carpi e Rio Saliceto, Alberto Bellelli e Lucio Malavasi, alle varie visite di solidarietà concreta manifestata da innumerevoli associazioni e istituzioni, come nel caso delle visite al presidio dell’assessore regionale Vincenzo Colla, fino all’incontro con Maurizio Landini a Modena.

Diversi anche i tavoli con il ministero dell’Economia e, in particolare, della sottosegretaria Alessandra Todde.

Vari eventi hanno accompagnato il presidio. Indimenticabili le serate con Cisco, con il Coro delle Mondine di Novi e i Violenti Piovaschi, così come l’evento dedicato alle famiglie, con la visita di Babbo Natale, alias Luciano Pignatti, durante le festività natalizie. Momenti che hanno scaldato il cuore della comunità intera e, al tempo stesso, tenuto i riflettori accesi sull’azienda. E ora che un passo importante è stato compiuto con la firma dell’accordo, i lavoratori hanno tutta l’intenzione di portare a casa il risultato finale. —

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