Uccisa per pochi soldi

Si indaga su 2.200 euro sequestrati a Bagno nella casa di Barbieri: «Per uccidere Ilenia non una cifra altissima»

REGGIO EMILIA. Duemila e duecento euro in contanti. È la cifra che la Mobile ha sequestrato nell’appartamento in affitto di via Schiapparelli al numero civico 1, nella frazione di Bagno, ovvero la casa dove abita Pierluigi Barbieri, il 53enne reggiano conosciuto anche come “lo zingaro” arrestato con l’accusa di essere il killer di Ilenia Fabbri, la 46enne sgozzata nella sua abitazione di via Corbara a Faenza all’alba del 6 febbraio scorso.



È lui secondo le indagini della Procura di Ravenna il sicario assoldato da Claudio Nanni, il meccanico ed ex marito della vittima, a sua volta finito in carcere con l’accusa di essere stato il mandante dell’atroce omicidio.
«Non credo troveremo un assegno, ma non pensiamo a una cifra altissima», aveva ammesso il procuratore di Ravenna, Alessandro Barberini, subito dopo il blitz che mercoledì all’alba ha portato ai due arresti, parlando di quello che sarebbe potuto essere il prezzo pattuito fra Nanni e Barbieri per l’esecuzione del delitto. Le indagini, di fatto, sono ancora in corso. Così come gli accertamenti patrimoniali sulle disponibilità economiche degli arrestati. Ma gli investigatori per il momento si sono soffermati anche su quel contante trovato in casa di Barbieri, già noto alle forze dell’ordine e detenuto dal 6 aprile al 10 agosto per una rapina ai danni di un disabile avvenuta nel febbraio scorso a Predappio (Forlì), considerato negli ambienti della malavita un uomo disponibile a picchiare anche per pochi soldi.

La provenienza dei soldi ritrovati nella casa di via Schiapparelli a Bagno, secondo gli inquirenti, sarebbe sospetta, dal momento che Barbieri sarebbe disoccupato e che anche la moglie con cui convive non avrebbe entrate economiche tali da giustificare la presenza di quel contante in casa. Ed è per questi motivi che gli inquirenti non escludono che quei 2.200 euro possano essere parte del prezzo pattuito fra Barbieri e Nanni per uccidere Ilenia, alla quale l’ex marito non aveva risparmiato in passato minacce e ritorsioni, poi archiviate, come rivelato da testimoni durante le indagini, a tal punto da spingere l’ex moglie nel 2017 a rivolgersi al Centro SOS Donna di Faenza.

«Io prima o poi gli mando qualcuno...gli faccio fare la festa», le parole dell’ex marito in una circostanza riferita agli inquirenti da una donna che si è presentata spontaneamente alla polizia, con la quale Nanni ha avuto una relazione da settembre 2017 a gennaio 2018. La stessa testimone – che aveva sentito la frase ripetuta anche in un altro contesto, mentre fra Ilenia e l’ex marito era in corso la causa di separazione – ha inoltre aggiunto di avere appreso dallo stesso Nanni che nel giugno scorso aveva effettuato un investimento di 20mila euro, «precisando che così li avrebbe tolti dal conto corrente».
Una pista, quella che dei soldi, tuttora sotto la lente, ma che ha condotto gli investigatori subito ad accendere i riflettori su Pierluigi Barbieri, uno dei contatti più frequenti ritrovati sul cellulare di Nanni, con il quale condivide la passione per le moto. Nel cellulare di Nanni è stato infatti inserito un Trojan che ha consentito di ricostruire tutte le informazioni contenute nel telefonino, comprese quelle presenti su Facebook e WhatsApp, anche se cancellate dallo stesso Nanni.

Fra l’ex marito di Ilenia e l’uomo che oggi viene indicato come il sicario autore del delitto sono stati ricostruiti messaggi scambiati già dall’agosto scorso, pochi giorni dopo l’uscita di Barbieri dal carcere: trentasei i contatti telefonici con Barbieri, con un’interruzione nel periodo in cui il reggiano era in cella e una successiva intensificazione dal settembre scorso alla fine dell’anno. Proprio a dicembre, mentre Nanni era in casa con il Covid, uno dei messaggi considerati più sospetti. Si tratta di un vocale, nel quale l’ex marito di Ilenia comunicava al 53enne reggiano che dopo la quarantena avrebbero dovuto portare a termine qualcosa di programmato: «Una volta che esco... dai... dopo si fan tutte le cose che bisogna fare, ok?..».

Nel 2021, invece, altri quattro contatti, l’ultimo dei quali il 29 gennaio, pochi giorni prima del delitto, con un silenzio che anche in questo caso non ha affatto convinto gli investigatori. Informazioni da cui sono scattate ulteriori indagini, incrociando video delle telecamere di sicurezza e sistemi di controllo delle targhe, fino a stringere il cerchio sulla figura di Barbieri e sulla sua presenza a Faenza nel momento del delitto.
«Pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e contro la persona – scrive il Gip Corrado Schiaretti, che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare su richiesta dei pm Daniele Barberini e Angela Scorza. – Barbieri è accreditato nell’ambiente malavitoso come soggetto disponibile a partecipare a spedizioni punitive, in spregio a qualunque rischio, con la capacità di porre in essere qualsiasi condotta violenta per conseguire un compenso. In sostanza è noto per essere un picchiatore su commissione». Un profilo che, fra l’altro, è risultato affine all’identikit reso da Arianna Massioni, la compagna della figlia di Ilenia (anch’essa di nome Arianna) che ha descritto l’omicida come un individuo alto un metro e ottantanove centimetri, di corporatura robusta, con capelli corti o rasati scuri, e pizzetto.