Finsero una rapina per rubare l’incasso, il titolare perdona commessa e fidanzato

La giovane, ex commessa di “Shoes... No Box” in centro storico, finse di esser stata rapinata con la complicità del fidanzato

REGIO EMILIA. Il caso era stato di quelli clamorosi, perché la polizia aveva poi scoperto che il 29 aprile 2018 la commessa 22enne aveva inscenato una falsa rapina in strada, consegnando in realtà al fidanzato coetaneo l’incasso settimanale (4.750 euro) del negozio di scarpe di via don Andreoli dove lavorava. Da qui le accuse per entrambi di appropriazione indebita e solo per la giovane di simulazione di reato.

Ma è una storia “abbonata” ai colpi di scena, visto che ieri – in tribunale, davanti al giudice Simone Medioli Devoto – all’inizio del processo è arrivato il perdono da parte del proprietario del negozio di scarpe, che ha ritirato la denuncia, facendo cadere per tutti e due gli imputati l’accusa di appropriazione indebita. Il fidanzato – difeso dal legale Andrea Mazzacani – è così uscito dal procedimento, mentre rimane in piedi la posizione della commessa (tutelata dall’avvocatessa Lucia Larocca) in quanto è procedibile d’ufficio il reato di simulazione di reato. Il processo ripartirà a metà maggio, ma con alla sbarra solo la giovane.

Secondo quanto ricostrtuito dalla squadra mobile, quel giorno lei raccontava ai poliziotti che verso le 11.35 un criminale l’aveva aggredita mentre si stava recando a piedi alla filiale Carisbo di piazza Martiri del 7 luglio per effettuare il versamento del contante di cassa. La commessa spiegava che lo straniero, dopo averla seguita lungo la strada, l’aveva spinta alle spalle intimandole di dargli la busta contenente il denaro, aggiungendo che, intimorita dal fare violento del malvivente, l’aveva consegnata rifugiandosi poi all’interno del negozio.

La ragazza poi descriveva dettagliatamente il rapinatore agli agenti, parlando di un corpulento uomo di colore. Molte però le stranezze di questo racconto, che hanno fatto insospettire gli agenti della Mobile. In primo luogo, il fatto che la giovane avesse scelto proprio la domenica, giorno in cui le banche sono chiuse, per effettuare il versamento del contante. Altro particolare non secondario: come aveva fatto il presunto criminale a sapere che lei sarebbe uscita proprio quel giorno e in quell’orario per versare il contante in banca?Le immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro storico, assieme alle contraddizioni in cui era caduta, completava il quadro.

Pressata, la giovane era definitivamente crollata. Ammetteva di essersi inventata tutto, raccontando di aver pianificato la messinscena con il fidanzato a causa di ristrettezze economiche.