Coronavirus, a Reggio Emilia si ipotizza lo stop alle lezioni anche per i bimbi da 0 a 6 anni

A comunicarlo ai genitori in una lettera l’Istituzione scuole e nidi d’infanzia. A pesare la difficoltà nel reperire sostituzioni per chi è in congedo parentale

REGGIO EMILIA. Le lezioni per i bambini da 0 a 6 anni potrebbero interrompersi non per ordine diretto di decreti e ordinanze ma per una sorta di effetto a catena. Da oggi infatti torna la didattica a distanza per alunni e studenti dalle elementari in su e, di conseguenza, aumenteranno a dismisura i congedi parentali e le assenze dal lavoro di quei dipendenti – molti – che non sanno a chi lasciare i propri figli. E che a causa del Covid non possono nemmeno contare sul fondamentale aiuto dei nonni.

In questa fascia di genitori che dovranno rimanere a casa vi è anche una non indifferente percentuale del personale dei Nidi e delle scuole d’infanzia di Reggio Emilia che, in queste ore, sta avviando un’affannosa ricerca per trovare le sostituzioni necessarie a garantire il regolare svolgimento delle lezioni. Ricerca che potrebbe non essere sufficiente.


A comunicarlo in una lettera di pre-allerta ai genitori è stata la stessa istituzione reggiana: «Il nostro sistema, fino ad oggi, ha garantito la sicurezza di tutte le sue componenti ma di fronte ai nuovi numeri che ci consegna la pandemia è ormai certo che il legislatore prenda decisioni riguardanti chiusure parziali o totali, oppure ancora un ridimensionamento dei servizi 0/6. Occorre anche sottolineare alcune difficoltà nella copertura delle assenze del personale educativo e ausiliario, che ovviamente sono aumentate in considerazione della necessità di stare a casa per i genitori dei bambini in didattica a distanza, di quarantene fiduciarie o di sintomatologie riconducibili al Covid».

Per questo, prosegue la lettera, «stiamo facendo grossi sforzi organizzativi per garantire il funzionamento dei nidi e delle scuole, grazie alla professionalità e alla passione di tutto il nostro personale e al patto di corresponsabilità firmato con le famiglie, ma in qualche caso potremmo andare incontro alla sospensione anticipata dei servizi come estrema conseguenza dell’impossibilità di reperire le sostituzioni». Se dovesse accadere, prosegue l’istituzione, «ci impegniamo a comunicarvelo il prima possibile, consapevoli dell’eventuale disagio che si può venire a creare, con l’intenzione di garantire prima di tutto la sicurezza dei bambini e del personale scolastico».

Sarà poi necessario, prosegue la lettera rivolta ai genitori, «valutare insieme la situazione e riflettere sui futuri scenari, nell’ottica di partecipazione che caratterizza il nostro sistema, valorizzando anche il percorso di elezione dei nuovi consigli infanzia città. Questo mese sarà convocata la consulta, per riflettere sui processi educativi che le bambine e i bambini stanno vivendo, ma anche della situazione e delle indicazioni sanitarie che si rendono necessarie per fronteggiare la diffusione del virus».

Un’ipotesi sofferta, quella della chiusura delle classi, anche perché il sistema reggiano era già riuscito a garantire «la riapertura estiva e la successiva frequenza annuale alle condizioni attuali in presenza. Purtroppo è in corso una terza ondata pandemica che sembra colpire anche i bambini e le bambine con una diffusività molto più alta rispetto alle precedenti fasi, anche se per fortuna senza particolari conseguenze sulla loro salute». —

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