Morto Vincenzo Comastri l’autista degli scuolabus e storico volontario

Si è spento a 92 anni sabato 27 febbraio all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia

SCANDIANO. Una persona generosa e impegnata, un volto amico e sorridente per generazioni di scandianesi. Sabato 27 febbraio all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia è morto il 92enne Vincenzo Comastri, per tanti anni autista dei pulmini comunali impegnati nei trasporti scolastici per gli asili e le scuole d’infanzia del territorio della cittadina del Boiardo.

Una figura nota e apprezzata, sempre attivo nel terzo settore e nel sostegno sociale, come presidente e animatore del centro sociale La Rocca alla palazzina Lodesani, volontario delle sezioni locali dell’Anpi e dell’Auser, finché la salute gli ha consentito di portare avanti queste passioni. Da tempo doveva convivere con problemi sanitari poi inaspriti nelle ultime settimane da una malattia che ha debilitato ulteriormente il corpo sino al decesso.


Vincenzo lascia il figlio Paolo con la nuora Luisa, la sorella Gianna e la nipote Alessia, oltre ad altri parenti residenti in zona. Il funerale si è svolto in forma privata – una scelta dei famigliari basata sul periodo di restrizioni sanitarie generalizzate – nel pomeriggio di ieri alle camere ardenti dell’ospedale di Reggio; dopo la breve cerimonia, il corteo funebre ha raggiunto il cimitero di Coviolo nuovo dove la salma rimarrà in attesa di cremazione. Nato nel 1928, è stato per un lunghissimo periodo autista comunale, impegnato nella guida degli scuolabus che l’amministrazione scandianese metteva e mette a disposizione delle famiglie per i trasporti per gli asili e le scuole d’infanzia. Un lavoro ideale per una persona cordiale e attenta come Comastri, una missione condivisa con un carissimo amico, Enzo Rabitti, scomparso nel 2018. Comastri e Rabitti sono, per parecchie generazioni di ex studenti locali, il simbolo del pulmino, del trasporto che dalle frazioni e dalla periferia portava bimbi verso i vari plessi. Vincenzo è entrato in contatto con tantissimi abitanti, in questo modo, fra piccoli alunni e famiglie, condividendo con loro vicende, passaggi di vita, crescita; un riferimento sempre col sorriso sulle labbra. Assieme all’amico Rabitti, è stato poi uno dei grandi promotori del centro sociale La Rocca, il principale luogo di animazione e ritrovo per la terza età e non solo nel centro scandianese.

Comastri ha lavorato a lungo per il centro sociale, curando in prima persona anche un momento importante, il trasferimento dalla vecchia angusta sede originaria alla ben più confortevole sistemazione nella palazzina Lodesani in via Fogliani, la cosiddetta casa del volontariato dove il centro sociale ha potuto operare con spazi più ampi.

Sempre sul fronte del volontariato, si è sempre impegnato sia per l’Auser che con l’Anpi, l’associazione partigiana, in compagnia di Rabitti e di tanti loro amici scandianesi, collaborando ai tesseramenti e alle varie iniziative sociali e culturali. —

Adr.Ar.

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