La Lega va in piazza: «Il sindaco chiarisca». Vecchi: «Indagato senza mai alcun avviso»

Protesta in piazza Prampolini, poi in consiglio comunale la replica del primo cittadino: «In caso di sviluppi lo dirò ai cittadini»

REGGIO EMILIA. Dopo giorni di polemiche, richieste di chiarimenti pervenuti anche da diversi parlamentari e molte speculazioni ieri mattina, durante il primo consiglio comunale utile, il sindaco di Reggio Emilia ha chiarito la sua posizione in merito all’inchiesta sui presunti bandi pilotati in Comune.

Inchiesta che, secondo quanto rivelato dal pm Di Matteo al Csm durante la seduta che decise per il trasferimento del procuratore capo reggiano, Marco Mescolini, vedrebbe fra gli indagati proprio Luca Vecchi.


Circostanza di cui il sindaco dice «di non sapere nulla. Ma non è poi così inusuale che un indagato non sappia di esserlo. In ogni caso, se ci dovessero essere sviluppi, informerò subito il consiglio comunale e i cittadini».

La protesta

La giornata di ieri si è però aperta con una manifestazione organizzata dalla Lega reggiana davanti al municipio. Alle 13.30 una trentina di militanti e politici si sono ritrovati in piazza Prampolini mostrando uno striscione – portato in tutta fretta da un trafelato Roberto Salati – recante la scritta “vogliamo chiarezza”.

«Le informazioni che sono emerse – ha dichiarato la parlamentare reggiana della Lega, Benedetta Fiorini – gettano un’ombra inquietante sulla nostra città. Siamo qui per chiedere chiarezza al sindaco Vecchi. Le istituzioni e la politica devono rappresentare tutti i cittadini e non solo una parte politica». È ora, ha proseguito Fiorini, «di togliere le ombre e dare una risposta a tutti i cittadini. La città merita di meglio. Vogliamo sapere se è indagato o meno e cosa sia successo».

A fargli eco il capogruppo leghista in Sala del Tricolore, Matteo Melato: «Sindaco, hai verificato la tua posizione in merito all’indagine sugli appalti? È un dovere verso tutti i cittadini a prescindere dal loro colore politico».

La risposta del sindaco

La risposta di Vecchi, «doverosa per la città», è arrivata un paio di ore dopo durante la diretta streaming del consiglio comunale.

«Un’informazione che intendo dare – ha esordito il sindaco – non soltanto perché sollecitata da più gruppi ma perché non ho mai mancato di informare il consiglio comunale su fatti di una certa rilevanza. Ho appreso anche io dai media, come voi, di un mio possibile coinvolgimento all’interno dell’inchiesta sulle gare in Comune».

Di questa inchiesta «abbiamo ufficialmente appreso nel giugno 2019 a seguito dei sequestri di documenti e telefonini e a settembre 2020 con la comunicazione di fine indagini. In entrambi i casi nell’elenco delle persone indagate (15 a giugno e 26 a settembre, ndr) non c’era il sottoscritto. Ad oggi non ho avuto nessuna formale comunicazione ma è noto d’altra parte che si possa essere indagati anche senza saperlo, non è un fatto strano».

Vecchi si è detto infine «molto tranquillo, ho sempre avuto un approccio rispettoso di tutte le autorità competenti e dei loro modi, mai inseguirò competizioni polemiche, ho fiducia nella magistratura. Laddove dovessero esserci evoluzioni o nuove informazioni non mancherà di informare subito il consiglio». —

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