L’ultimo concerto di Luciano Ligabue Muto sul palco del Vox di Nonantola

Il rocker ha aderito all’iniziativa che ha riunito 130 locali e artisti italiani a difesa di un comparto devastato dalla pandemia

modena. L’allestimento di un palco, il soundcheck di una batteria. Poi arriva Luciano Ligabue, si avvicina lentamente al microfono. Ma invece di iniziare a cantare, resta in silenzio e guarda di fronte a sé.

È il messaggio lanciato con un video pubblicato su Facebook dal Vox Club, locale storico per concerti di Nonantola (Modena), a un anno dallo stop alla musica dal vivo con il pubblico. “No music no people no culture” (nessuna musica, niente persone, nessuna cultura) la scritta che accompagna il filmato che aderisce alla campagna “L’ultimo concerto” di 130 locali. «Il 27 febbraio di un anno fa – spiegano i titolari del locale – chiudevamo le porte, con un’ingenua di fiducia di aprire in poche settimane. Da allora non molto è cambiato e le nostre luci sono rimaste spente e le nostre voci silenziose. Siamo in astinenza da palco. Ma volevamo dare un colpo, farci sentire».


E così anche Ligabue, invitato dal Vox, «ha raccolto il nostro grido in questo sconfortante silenzio e si è unito a noi – proseguono i gestori – cercando di amplificare la nostra voce e ricordare a tutti l’importanza del live club. Gli amici fanno così. Quindi abbiamo acceso le luci un altra volta, anche se per poco, per dire che noi siamo qui. E presto ci riabbracceremo tutti». Un appello rilanciato anche dallo stesso rocker di Correggio sulla sua pagina Facebook da oltre tre milioni di follower. Il cantante spiega di «essere salito sul palco di uno dei club» a cui è «più legato» e che lo ha ospitato «diverse volte durante i trent’anni di carriera». Sul palco è «rimasto in silenzio, lo stesso silenzio che da un anno riempie i luoghi di spettacolo italiani».

Ma “Ultimo concerto” non ha interessato solo Ligabue e, coinvolgendo 130 fra sale concerto e locali in tutto il Paese (una trentina solo in Emilia-Romagna), si colloca di diritto fra le più importanti iniziative italiane del settore, capace di unire per la prima volta un incredibile numero di live club e artisti.

«Vi aspettavate di vedere un concerto e invece vi siete trovati davanti a un muro di silenzio – il messaggio condiviso dagli organizzatori dell’iniziativa, KeepOn live, Arci, Assomusica e Live Dma –. I vostri artisti non vi hanno voluto fare un brutto scherzo. Abbiamo voluto trasmettervi un messaggio. Farvi capire qual è la situazione in cui ci troviamo».

Da un anno, concludono, «siamo obbligati al silenzio e cerchiamo di galleggiare, di preservarci per un futuro, che ogni giorno sembra allontanarsi. È stato un colpo al cuore per tutti noi avere l’occasione di riaccendere le luci, i microfoni, le casse, anche solo per poche ore. Questa era la nostra vita fino a un anno fa e vogliamo tornare a viverla. Con voi. Per farlo abbiamo bisogno di essere riconosciuti, di essere adeguatamente sostenuti e promossi. Desideriamo essere al pari di cinema e teatri, non scomparire nel silenzio». —

L. G.

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