«A Canolo c’è una classe di 8 bambini perché qui non si riesce a proporre?»

Le mamme, mobilitate per la mancata formazione della prima, replicano alle spiegazioni dell’amministrazione comunale

SCANDIANO. «Nessuno di noi ha mai mancato di rispetto a nessuno; non abbiamo mai usato toni polemici, mai sottovalutato il lavoro altrui. Siamo stati contattati da movimenti politici e non abbiamo mai puntato il dito e non ci siamo mai schierati con qualcuno. Per noi non è un discorso politico, semplicemente abbiamo portato all’attenzione una problematica reale».

Giusy Calabrese, Patrizia Bargi e i genitori che si sono mobilitati al motto “Pratissolononsiferma” alla notizia che per il prossimo anno scolastico la classe prima alla primaria nel plesso Mario Lodi non si farà, intervengono dopo le parole della vicesindaca Elisa Dallari sulle ragioni che hanno portato all’impossibilità di formare la classe. «Menzionano la norma nazionale che dice che con meno di 15 alunni non si può formare una classe. Allora perché a Canolo di Correggio abbiamo appurato che esistono realtà con classi minori di 15 bambini? Evidentemente il dirigente scolastico, il Comune e gli altri organi competenti erano favorevoli a sostenere scuole di paese per l’importanza che hanno all’interno del territorio. A Canolo c’è una classe di 8 alunni, dall’anno 2020-21. Ci viene da pensare che hanno trovato la modalità per attivare e proseguire ugualmente l’anno per garantire la sopravvivenza del plesso».


L’amministrazione scandianese dice che non era prevedibile la situazione attuale, dato che da stradario c’erano almeno 25 bambini che avrebbero potuto scegliere Pratissolo.

«Siamo convinti che lo potevano prevedere, in base ai dati in loro possesso. Ci avevano raccontato in una riunione che alle materne viene chiesto sempre di più il tempo prolungato, anche fino alle 18; di conseguenza, è prevedibile che la stessa richiesta venga fatta alle scuole primarie. Se su 25 bambini da stradario uno su due sceglie il tempo pieno, viene da sé che non ci saranno i numeri per una classe a tempo corto a Pratissolo. Nell’anno 2020-21 il calo era già presente. Alla riunione di quest’annata era stato anticipato che, con molta probabilità, non avrebbero finito il ciclo scolastico all’interno della Lodi. L’anno 2020-21 ha visto la perdita di una sezione della scuola Spallanzani. Ma è normale che non venga sentita come tale in un plesso che ha più sezioni. Cosa che non vale per la scuola Lodi, una realtà di paese con una sola sezione per classe e che dovrebbe essere una struttura nevralgica per allentare l’alto concentramento di alunni all’interno delle scuole del capoluogo».

Dei 25 bambini che poteva iscriversi a Pratissolo lo hanno fatto solo in 4. Dove sono finiti gli altri 21?

«Ogni famiglia ha diritto di scelta. Li hanno iscritti dove i loro genitori hanno trovato un’offerta scolastica che copriva le loro esigenze. Un tempo corto come c’è alla Lodi è qualcosa che pochi ormai si possono permettere».

Alle 9 famiglie che hanno inserito Pratissolo come prima scelta, quando è stato comunicato, e come, che la prima non si farà?

«È stato comunicato dalla sera alla mattina. Dopo quella riunione, i genitori dovevano confermare la loro iscrizione all’istituto Spallanzani il giorno seguente, senza quindi aver modo di riflettere sul tanto rivendicato diritto allo studio. Possono il dirigente scolastico, il Comune o il provveditore spostare altri bambini d’ufficio per poter attivare una classe? No, non possono. Avrebbero potuto però convocare, chiamare o mandare una semplice informativa via e-mail chiedendo se ci fosse qualcuno interessato a spostarsi alla Lodi. Provarci, in sostanza. Per non obbligare solo e per forza le 9 famiglie iscritte a Pratissolo a cambiare scuola. Le scelte dipendono dalle famiglie e non sono quindi prevedibili, perché allora si è dato per scontato che i 25 bambini di Pratissolo e Bosco confluissero tutti alla Lodi?».

Voi avete proposto di introdurre il tempo almeno modulare per salvare la scuola Lodi. Il Comune però ha parlato di questioni organizzative e della mancanza di una mensa per cambiare gli orari.

«Perché non è sostenibile? Ci è stato detto che qualche anno fa c’era la mensa in questa scuola. In più la Lodi ha proprio lì di fianco una struttura del Comune, il Circolo Campetto, con tanto di cucina attrezzata e spazi usufruibili per la mensa che non vengono sfruttati nella fascia oraria del pranzo. Oppure perché non sfruttarli anche solo con una lunch box da casa, come succede in altre realtà anche limitrofe a noi, diminuendo anche l’impegno di ulteriori ausiliari? Viste le numerose richieste di tempo pieno, perché Comune e dirigente, in accordo tra loro, non possono fare richiesta al provveditore? Chi ci assicura che il provveditore non acconsenta a dare l’organico per attivare questa richiesta? La pandemia che stiamo vivendo ha obbligato le istituzioni a mettere la scuola al centro di tutto. Perché non sfruttare le strutture già in uso per creare classi meno numerose e permettere meno affollamento e alle insegnati di seguire meglio gli alunni?».

I vostri timori riguardano la stessa sopravvivenza della scuola di Pratissolo?

«Come facciamo a essere sicuri che una scuola di paese come la Lodi possa sopravvivere continuando a mantenere questa offerta formativa? Finito quindi il ciclo scolastico dell’attuale prima anno 2020-21, come si garantisce un proseguimento di questo plesso? Non si perderanno posti di lavoro? Meno classi meno insegnanti, non è così? Il genitore del prossimo anno rischierà di mettere una prima scelta su Pratissolo sapendo l’incertezza del plesso? Da genitori e abitanti di Pratissolo e Bosco, nonché scandianesi che hanno vissuto o sentito i racconti sulle chiusure delle scuole di Bosco, Iano, Chiozza, San Ruffino e Fellegara, stiamo lottando per non perdere l’ultima realtà vera e famigliare come è la Lodi di Pratissolo». —


© RIPRODUZIONE RISERVATA