Reggio Emilia, la festa per l’arrivo di Vinci in Fratelli d’Italia si trasforma in assembramento: nove multe

Al brindisi dopo la presentazione nella sede del partito arriva la Municipale. Sanzioni da 400 euro l’una

REGGIO EMILIA. La presentazione da parte di Fratelli d’Italia di Gianluca Vinci si è trasformata in un assembramento. Ai nove presenti, tra cui il coordinatore provinciale Alberto Bizzocchi, il vice portavoce regionale Alessandro Aragona, il presidente del circolo Giovanni Gentile Gianluca Tortora e lo stesso deputato e consigliere comunale Gianluca Vinci, dopo essere stati identificati dalla polizia municipale, è stato elevato un verbale da 400 euro ognuno. Quella che doveva essere l’ufficializzazione del passaggio a Fdi del deputato e consigliere, nonché ex segretario della Lega Emilia Gianluca Vinci, ieri mattina ha preso tutta un’altra piega.

Per tutti i presenti tra dirigenti, simpatizzanti e iscritti che si sono ritrovati davanti e all’interno dell’angusta sede provinciale di Fratelli d’Italia in via San Zenone, il brindisi si è trasformato in un assembramento che è stato sanzionato in base alle norme anticovid in vigore.

«Mi sembra una misura eccessiva – ha commentato Alberto Bizzocchi – anche perché la cosa curiosa è che nel pomeriggio siamo stati con un banchetto autorizzato dal Comune in via Crispi, a cui era presente anche il responsabile regionale del dipartimento disabilità Patrizia Martini, proprio per incontrare le persone e parlare delle strutture che mancano a Reggio».

Il banchetto di ieri conferma l’intenzione di mobilitarsi nelle piazze e fare opposizione al governo Draghi con Fdi, che a Reggio con l’ingaggio di Gianluca Vinci trova ulteriore visibilità. «Il nostro intento – ha sottolineato ancora il coordinatore provinciale – è quello di raddoppiare il numero degli iscritti già aumentati lo scorso anno e il numero dei circoli comunali che in poco più di un anno sono passati da 2 a 15». Il partito di Giorgia Meloni, che a Reggio è uscito dalle ultime amministrative senza aver eletto alcun consigliere, si trova ora a contare non solo su un deputato, ma anche su un consigliere in sala Tricolore. Che per ora aderirà al Gruppo Misto dove coabiterà, forzosamente, con altri due transfughi: l’ex Pd Dario De Lucia e l’ex M5s Cristian Panarari.

Proprio lunedì in consiglio il debutto di Gianluca Vinci nella nuova veste di consigliere di Fdi e in qualità di presidente della Commissione Garanzia presenterà la sua relazione annuale. «Nella quale spiegherò – ha anticipato Vinci – che le cose non funzionano con la Giunta che solo a fatica e in ritardo dà seguito alle mozioni approvate in sala Tricolore. Una relazione che poi invierò anche al prefetto. Ma lunedì sarà anche l’occasione di chiedere conto al sindaco Luca Vecchi della vicenda che vede coinvolto il procuratore Mescolini e se il Pd in questa vicenda ha avuto un qualche ruolo».

Venendo poi alle ragioni del suo abbandono della Lega accusata di «aver fatto dei post a favore del governatore Bonaccini e di Graziano Delrio quando invece doveva andare al governo per controllare il Pd» e di Salvini accusato di «incoerenza», l’ex esponente del Carroccio ha spiegato che «si è trattato di un passaggio obbligato dopo il rifiuto di votare la fiducia al governo Draghi». Un cambio di casacca che è maturato a Roma, dove Vinci ha detto di «aver avuto prima con contatto con il capogruppo Fdi alla Camera, Francesco Lollobrigida, e poi un colloquio mercoledì scorso con Giorgia Meloni». L’arrivo dell’ex esponente della Lega in Fratelli d’Italia a Reggio scompagina però gli attuali equilibri e ha sollevato qualche rimostranza e mugugni tra alcuni dirigenti.

Un rischio che il coordinatore provinciale Bizzocchi liquida con «ho ben presente che qualcuno non è entusiasta, ma l’invito è a lavorare insieme». «L’arrivo di Vinci ha già portato a diverse persone della Lega ad avvicinarsi a noi ci metterà in condizione di crescere nella Bassa», ha poi concluso, presentando il nuovo addetto stampa di Fdi Nicolas Verzelloni. Intanto come primo cambio di passo dopo il suo ingresso in Fdi, Vinci si è impegnato a «cenare in famiglia» e non nei ristoranti che tengano aperto per protesta come era solito fare da leghista.