Il Giro d'Italia passa per i castelli di Matilde di Canossa

La tappa numero 4, Piacenza-Sestola, l'11 maggio solcherà il territorio reggiano. A Carpineti il Gran Premio della Montagna. "Una grande vetrina per il nostro territorio"

CANOSSA. Attraverserà un pezzo di terra reggiana l’edizione numero 104 del Giro d’Italia, che partirà da Torino il prossimo 8 maggio. L’appuntamento nel nostro territorio è tre giorni dopo, l’11 maggio, grazie alla tappa Piacenza-Sestola: 186 chilometri nel cuore dell’Emilia Romagna, regione che quest’anno ospiterà ben quattro tappe di uno degli eventi sportivi più sentiti del Paese. La tappa numero 4, una volta lasciate le province di Piacenza e Parma, attraverserà infatti il Reggiano a partire da San Polo d’Enza, per solcare quindi le strade dei Comuni di Canossa, Casina, Carpineti e arrivare quindi a Ponte Secchia di Baiso e di seguito la località toanese di Ponte Dolo, fino al riversarsi della carovana rosa di là dal fiume, in terra modenese, e dirigersi dunque all’arrivo.

CANOSSA E ROSSENA

Ma sono le colline e i castelli matildici reggiani il cuore di questa tappa, in parte piana e in parte in salita. Una ragione di orgoglio per gli amministratori dei Comuni toccati, in primis per il sindaco di Canossa Luca Bolondi, che vedono in questa eccezionale vetrina un’occasione preziosa per mostrare all’Italia e al pubblico internazionale del Giro le bellezze e l’unicità di un territorio carico di storia, ricco di tradizioni enogastronomiche e di bellezze anche naturali che finalmente vogliono essere valorizzate ed esibite. Si svolgeranno qui due i momenti clou della tappa: l’assegnazione della maglia ciclamino – che è il traguardo intermedio di tappa – a Ciano e il Gran Premio della Montagna nei pressi del castello di Carpineti.

«Quando ne avevo parlato con Davide Cassani, ct della Nazionale di ciclismo e presidente di Apt Servizi dell’Emilia-Romagna – commenta Giammaria Manghi, capo di gabinetto della Regione – avevamo condiviso l’idea che sarebbe stata una importante cartolina per l’area matildica. L’abbiamo proposta sapendo che Bolondi e gli altri sindaci qui stanno portando avanti il Piano Strategico, che vuole valorizzare questo territorio, un piano che coniuga importanti investimenti pubblici con quelli privati, qualcosa che non si è mai visto prima, per la promozione di un territorio che si distingue per i castelli e la storia di Matilde. Zone che fanno già numeri importanti e che così possono sicuramente crescere. Un evento come il Giro d’Italia, grazie alle foto e alle riprese dall’alto che stiamo chiedendo si concentrino anche da parte della Rai sulla rupe di Canossa e il castello di Rossena, oltre che naturalmente di Carpineti, è per noi un’occasione di molto importante». Non nasconde la soddisfazione il sindaco di Canossa. «Sul passaggio del Giro d’Italia Manghi ha avuto un ruolo fondamentale e lo ringrazio. Da mesi si sta lavorando a microfoni spenti a questo progetto e ora che è arrivata l’ufficialità che una tappa passerà per i nostri territori la soddisfazione è tanta» commenta Luca Bolondi.

IL PIANO STRATEGICO
Il passaggio del Giro d’Italia tra i castelli di Matilde nella fascia collinare della provincia reggiana diventa davvero suggello di un importante piano che è anche un prezioso percorso di valorizzazione e sviluppo territoriale che vede il Comune di Canossa capofila: si tratta del Piano strategico d’area vasta, un accordo che coinvolge 10 Comuni della Val d’Enza (ma che potrebbero presto aumentare) che mette insieme pubblico e privato per attingere a fondi strutturali europei per uno sviluppo del territorio innovativo. Il fulcro sono gli investimenti sulla ricettività, come mai si è fatto prima. Ma non solo. «Il progetto va avanti – sottolinea il sindaco – e sta approdando nell’approvazione di cinque varianti urbanistiche che potenzieranno la ricettività privata con investimenti di milioni di euro. Insomma, non solo parole ma fatti. Inoltre, c’è sempre il progetto del ministero sul castello di Canossa: sono stati investiti fino ad ora 3 milioni di euro, ma il progetto è molto più amplio e non appena tutto si potrà rimettere in moto riprenderemo i contatti con il ministro per arrivare al saldo del progetto. Ma ci sono anche grosse opportunità per le imprese che sono sul nostro territorio e che hanno espresso l’intenzione di ampliarsi. Devo dire che anche per il Piano strategico abbiamo potuto contare sulla grande collaborazione di Manghi». «Credo – commenta Manghi – che questo territorio si collochi in quella dimensione che vede già altre aree della nostra regione, con Parma e Piacenza e i loro castelli, di occasione di crescita del Pil. È apprezzabile lo sforzo che arriva non da un capoluogo, ma da Comuni medio-piccoli, con un’azione di grande coraggio e visione lucida che merita di essere apprezzata».

L'edizione 2007 del Giro d'Italia a Reggio

L’incognita pandemia Riguardo al Giro d’Italia, è chiaro che tutto quello che girerà intorno a una tappa dipende anche da cosa si potrà fare dal punto di vista delle restrizioni dovute dalla pandemia. «Naturalmente – conferma Manghi – dovremo capire a maggio in che condizioni saremo. Ci auguriamo che tra tre mesi e mezzo ci siano condizioni diverse rispetto a ora e di poter fare eventi all’aperto, di portare un po’ di pubblico lungo le strade». È d’accordo il sindaco Luca Bolondi: «Speriamo di poter organizzare eventi collaterali, con la collaborazione dei commercianti, così da fare davvero del territorio una vetrina il più possibile bella».

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