Reggio Emilia, la madre della 13enne autrice del pestaggio: "Mi scuso per mia figlia"

"Mia figlia ha fatto malissimo e sono la prima a vergognarmi: queste cose non devono accadere. Ma non è una bulla"

REGGIO EMILIA. Il video che ritrae sua figlia 13enne mentre picchia una coetanea ha fatto il giro di tutta la provincia e oltre. E in poco tempo ha iniziato a ricevere messaggi e telefonate di insulti contro il comportamento della ragazzina. Persino, dice, «qualche minaccia».

Così, ieri pomeriggio, la madre dell’autrice del pestaggio – di cui non faremo il nome a tutela della figlia minorenne – ha chiamato la redazione della Gazzetta di Reggio per fornire la sua versione dei fatti. E, soprattutto, le sue scuse.

«Indubbiamente l’aggressione è stata opera di mia figlia – spiega la donna senza girarci troppo intorno – e per questo si prenderà tutte le responsabilità di quello che accadrà adesso, e noi come genitori faremo altrettanto. Mia figlia ha fatto malissimo e sono la prima a vergognarmi: queste cose non devono accadere, è in punizione e abbiamo preso subito dei provvedimenti».

Quei video che ritraggono il pestaggio di mercoledì mattina sono arrivati anche alla donna: «Mi sono stati girati persino da Sassuolo – spiega – e ripeto, mia figlia pagherà quello che deve per ciò che ha fatto». Premesso tutto questo, però, c’è un punto su cui la mamma insiste più volte. E che proprio non manda giù.

Secondo la sua versione dei fatti «non è stato bullismo». Come raccontato anche dalla ragazzina aggredita, «tutto è iniziato con degli insulti su Instagram – prosegue la donna – scambiati da entrambe le parti. Ma mia figlia e la sua coetanea si erano date appuntamento in via Roma, non è vero che l’altra fosse ignara di quello che sarebbe successo».

Bullismo forse no, ma aggressione senz’altro. Tant’è che nei – numerosi e purtroppo popolarissimi – video si vede chiaramente come la 13enne picchiata non reagisca mai, nemmeno per difendersi: «Sì è vero, non posso negarlo – conclude la donna – ma ribadisco, non si è trattato affatto di un atto di bullismo».