L’appello dei sindaci reggiani: «Via con i vaccini a chiamata»

L’Anci provinciale stila una serie di richieste in vista del prossimo decreto.  I Comuni chiedono anche risorse certe prima di approvare i bilanci di previsione 

REGGIO EMILIA. Con il progressivo e «auspicabile aumento delle vaccinazioni» può essere determinante «passare dal sistema delle prenotazioni a quello dell’invito, che si rivela più snello e più rapido nella sua attuazione».

Ad affermarlo sono i sindaci dell’Associazione nazionale comuni italiani della provincia di Reggio Emilia (Anci) che, coordinati dal primo cittadino di Rubiera, Emanuele Cavallaro, hanno stilato una serie di proposte in vista del varo di nuovi provvedimenti anti Covid alla scadenza del 5 marzo del decreto oggi in vigore.


I comuni

Ancora sui vaccini, i sindaci fanno notare che «ogni Comune è certamente in grado, per esempio, di mettere a disposizione appositi locali per la campagna vaccinale, con tanto di riscaldamento e acqua corrente, senza bisogno di far ricorso a gazebo standardizzati».

Per quanto riguarda le misure restrittive, poi, l’Anci auspica «il superamento del sistema regolatorio su base strettamente regionale», attraverso «la predisposizione di un sistema che preveda chiusure più stringenti ma più territorialmente limitate».

Oppure, «in alternativa o in associazione a questo, misure uniformi sul territorio nazionale».

Basta incertezze

In ogni caso è fondamentale, dicono i sindaci reggiani, «uscire da una situazione di incertezza periodica che rischia di generare, a sua volta, tensioni e insicurezza».

Sempre in tema di divieti – e sulla scia della posizione delle associazioni di categoria del commercio – si chiede anche di prevedere la possibilità di spostamenti delle persone entro un limitato raggio chilometrico, o in alternativa tra comuni confinanti, indipendentemente dalla regione di appartenenza.

I bilanci

Non da ultimo gli amministratori pubblici reggiani sottolineano come «in queste settimane siamo tutti chiamati a terminare l’approvazione dei bilanci di previsione. L’andamento del gettito sui redditi 2020 non può che allarmarci, semplicemente, e siamo tutti costretti a cercare equilibri in situazioni estremamente precarie. Navigare a vista significa limitare alcune azioni positive in una fase in cui i costi dei servizi sono naturalmente aumentati sensibilmente e quotidianamente ci confrontiamo con un disagio economico sempre più crescente».

Pertanto «è necessario coprire le spalle ai Comuni con apposite, programmate, certe e nuove risorse, anche nel 2021». Questo perché, concludono i sindaci, «se tra qualche mese si dovessero inceppare i municipi la situazione diventerebbe davvero socialmente esplosiva». —

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