Una nuova vita per la Sinagoga luogo di cultura e di memoria

La gestione affidata per cinque anni dal Comune di Reggio Emilia a Istoreco. L’obiettivo è offrire proposte continuative e di alto livello

REGGIO EMILIA. Mostre, eventi, iniziative culturali e una presenza costante per tutto l’anno. Una proposta pluriennale per valorizzare uno dei luoghi storici reggiani più densi di memoria e allo stesso tempo meno noti, la sinagoga di via dell’Aquila, nel bel mezzo di quello che dalla fine del ‘600 è stato il ghetto ebraico reggiano, fra l’isolato San Rocco e via Emilia Santo Stefano.

Da alcuni giorni il Comune di Reggio Emilia ha affidato per cinque anni la gestione operativa e culturale della sinagoga cittadina all’istituto storico reggiano Istoreco, al termine di un percorso concluso da un avviso pubblico che comprende anche il polo archivistico comunale, ospitato dalla sede di Istoreco ai Chiostri di San Domenico in via Dante.

Un discorso basato su un precedente protocollo d’intesa, quello che dal 2006 lega il Comune e la comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, proprietaria delle mura. L’accordo è stato presentato ieri dal sindaco Luca Vecchi, dall’assessore alla Cultura Annalisa Rabitti, dalla presidente di Istoreco Simonetta Gilioli e dal co-direttore dell’istituto Matthias Durchfeld. Il cuore del discorso è la creazione di una proposta culturale continuativa per i prossimi cinque anni, che si concretizzerà con una serie di attività ed eventi uniti a mostre permanenti, incentrati sulla storia dell’ebraismo a Reggio, un rapporto di oltre mezzo millennio quasi cancellato dalla seconda guerra mondiale e dallo sterminio programmato nazista avvallato anche dall’Italia fascista, a partire dalle leggi razziali del 1938.

Il complesso della sinagoga, che si allarga su diversi piani lungo via dell’Aquila, è stato risistemato negli anni scorsi, prossimamente arriveranno anche interventi edilizi sulla strada e sull’intera area di quello che un tempo era il ghetto, con la posa di un nuovo fondo, come annunciato da Vecchi.

La sinagoga oggi non è un luogo di culto, da anni viene utilizzata come sede di mostre e conferenze, fra cui quella dedicata ai quasi 8mila soldati reggiani finiti in Germania come schiavi per le fabbriche naziste. Per il prossimo quinquennio tutto il cartellone sarà collegato a temi storici e all’ebraismo, seguendo tre tematiche principali: luogo della cultura ebraica, luogo di memoria, casa dei diritti umani, cercando di non cancellare le caratteristiche e l’origine del luogo stesso.

Il primo passo è l’ideazione e la realizzazione concreta di una mostra permanente sui cinque secoli della comunità ebraica reggiana, unita a giorni fissi di apertura ogni mese e a manifestazioni ad accesso libero. Fra le date di maggior fermento vi saranno sicuramente il Giorno della Memoria, che cade il 27 gennaio a ricordare la liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau, e la giornata della comunità ebraica, in programma nella prima settimana di settembre. E ancora laboratori e percorsi didattici per le scuole, dalle elementari alle superiori, da inserire in visite nel vecchio quartiere ebraico, dove dal 2015 ad oggi sono state posate anche diverse pietre d’inciampo in memoria di donne e uomini deportati ad Auschwitz, dove sono stati uccisi non appena scesi dal treno. Il progetto prevede anche collaborazioni con associazioni impegnate nella tutela dei diritti umani e nell’incontro fra culture e religioni, proseguendo quanto avviato nei decenni con il Viaggio della Memoria Istoreco, la rassegna musicale Alif Aleph Alfa e con le visite ad Haifa, dove si trovano i paramenti sacri reggiani. Obiettivo aumentare il flusso di visitatori israeliani verso via dell’Aquila. —

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