L’eredità reggiana del Pci fra arte e circoli in crisi

La sede della Fondazione Tricolore a Reggio Emilia

La Fondazione Tricolore gestisce il patrimonio che fu dei Ds. Nata nel 2007 ha un bilancio da 7,6 milioni. Il presidente Iori: «Noi, autonomi dal Pd»

REGGIO EMILIA. A cent’anni dalla nascita del Pci, di quella esperienza umana e ideale che ha profondamente inciso sulla storia e sull’evoluzione del nostro Paese, non restano solo analisi politiche e storiche, ma anche tanti immobili eredità del vecchio partito nato a Livorno nel 1921. Il patrimonio politico e molti degli ex comunisti sono confluiti nel Pd, ma nella storia della sinistra piena di scissioni – con la nascita e in qualche caso anche la repentina morte di partiti e partitini – continua ad esserci un cordone ombelicale che dal 1921 è arrivato fino ad oggi, rappresentato dal patrimonio immobiliare del Pci che al momento della unificazione tra Ds e Margherita non è finito al nuovo partito, ovvero il Pd.

Per salvaguardare quel patrimonio immobiliare che nella nostra provincia ha un valore stimato a bilancio di poco meno di 6 milioni di euro, è stata creata nel 2007 la Fondazione Reggio Tricolore. La società nel 2019 ha pubblicato il proprio bilancio che è pari a 7,6 milioni di euro tra immobili e crediti che ammontano a due milioni. Sul proprio sito sono visibili tutti i bilanci dal 2013 in avanti.
«La fondazione è autonoma dal Pd e vi sono confluiti il patrimonio del Pci, Pds e Ds reggiani e i debiti accumulati fino a quella data – spiega il presidente di Reggio Tricolore Dumas Iori – La nostra fondazione aderisce all’associazione nazionale Enrico Berlinguer che raggruppa tutte quelle fondazioni create appunto con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale nato e cresciuto con la storia di Pci, Pds, Ds, nonché per salvaguardare il patrimonio immobiliare che faceva capo a quelle forze politiche».

A oggi sono 65 le Fondazioni riunite nell’associazione Berlinguer, guidata dall’ex tesoriere del Pci, Pds e Ds, Ugo Sposetti. «Ma ognuna – sottolinea Iori – ha una propria autonomia nella gestione del patrimonio. La nostra sede è in via Marsala e direttamente o attraverso la società Reggiana Immobiliare, che è al 100% della Fondazione ed è presieduta da Ivan Rinaldini, è proprietaria di una cinquantina di immobili. In gran parte si tratta di sedi di circoli del Pd e Arci, ma comprende anche un bar e un ristorante».

Salvo qualche caso, come per le attività commerciali affittate a privati, la stragrande maggioranza degli immobili sono utilizzati da circoli del Pd e Arci. In molti altri casi si tratta di stanze, appartamenti o di interi fabbricati inutilizzati in qualche caso inutilizzabili. Tra le proprietà della Fondazione Tricolore figurano anche gli uffici che ospitano la federazione provinciale Pd in via Gandhi, che però non paga l’affitto perché le casse del partito sono vuote e, per ridurre i costi di gestione, da qualche mese metà dei locali della federazione sono stati affittati a dei professionisti.

«La situazione di sofferenza – aggiunge Iori – è generalizzata. Fino all’anno scorso la stragrande maggioranza dei circoli pagava l’affitto, quest’anno a causa della pandemia l’affitto è diventato un problema per il Pd, per l’Arci e gli stessi privati faticano. La nostra gestione normalmente è in pareggio ma negli ultimi due anni la situazione è cambiata, ma noi dobbiamo continuare a pagare l’Imu e le tasse e con il mercato immobiliare che si è fermato anche il nostro patrimonio ne ha risentito e si è ridotto di quasi due milioni. Il nostro scopo è mantenere e ammodernare il patrimonio. Qualche immobile lo abbiamo venduto e ci guardiamo bene dall’acquistare nuove strutture».

Le ultime in ordine di tempo sono state cessioni relative a immobili a Massenzatico, Pratofontana e Quattro Castella. La stessa politica vale per le opere d’arte in possesso della Fondazione. «Abbiamo oltre 150 opere d’arte, alcune delle quali di un discreto valore – sostiene Iori – ma anche in questo caso i prezzi di mercato sono crollati. Siamo in possesso anche 150 fotografie originali di Reggio di Luigi Ghirri con le quali abbiano realizzato anche una mostra in occasione di Fotografia Europea e che presto metteremo sul nostro sito affinché siano fruibili a tutti».

Quello che ci tiene a sottolineare, Dumas Iori, in conclusione, è che «la Fondazione Reggio Tricolore non ha nulla a che spartire con Festareggio. Abbiamo realizzato solo qualche iniziativa politica al Campovolo, ma devo dire che nessuno peraltro ci ha mai chiesto di far fronte ai debiti accumulati da Festareggio».
Se il primo degli scopi della Fondazione Tricolore è la salvaguardia del patrimonio immobiliare, l’altro, per statuto, è quello di valorizzare il patrimonio culturale nato e cresciuto con la storia di Pci, Pds e Ds e promuovere pubblicazioni e iniziative editoriali in linea con lo scopo della fondazione stessa.

«In questi anni–- conclude – abbiamo svolto diverse iniziative e da ultimo quella per celebrare il centenario della nascita del Pci con Istoreco e prima con Articolo 21. Poi collaboriamo con partiti, enti e associazioni come Anpi, Iniziativa Laica, Filef. Altre iniziative sono in preparazione, ma adesso che anche i convegni si possono fare solo da remoto la partecipazione non è la stessa. Ma andiamo avanti e a breve ci sarà un altro appuntamento ancora sulla nascita del Pci». —