Firmato l’accordo alla Corghi dopo oltre 60 ore di sciopero

La protesta degli operai della Rettifica Corghi di Novellara

Novellara, ai lavoratori un premio di risultato annuale di 600 euro e buoni pasto da 2 euro. Intesa pure sulle ferie. La Fiom: «Approvato dai lavoratori a larga maggioranza»

NOVELLARA. Raggiunto un accordo aziendale alla Rettifica Corghi di Novellara. Il risultato è stato ottenuto ieri dopo lunghe trattative, una decina di incontri e, soprattutto, dopo sei mesi di blocco degli straordinari e oltre 60 ore di sciopero. «La trattativa si era interrotta a fine dicembre con una proposta ultimativa da parte della Fiom Cgil – spiega il sindacato in una nota – che aveva messo la direzione aziendale di fronte a un bivio: o accettare la disponibilità negoziale dei lavoratori e del sindacato, e quindi siglare un accordo che potesse essere riconosciuto da tutti come una mediazione tra le parti, oppure affrontare la decisione di riprendere la lotta, a partire dalle richieste salariali decisamente più pesanti che i lavoratori avevano inizialmente espresso nella piattaforma insieme all’impegno dei lavoratori ad effettuare altre 60 ore di sciopero».

Settimane di incontri, telefonate, riflessioni e discussioni con l’azienda in cui, anche informalmente, non si è mai smesso di cercare un confronto e un dialogo hanno permesso ai lavoratori della Rettifica Corghi di raggiungere l’obiettivo del contratto aziendale.


IL REFERENDUM. «L’ipotesi di accordo è stata votata nei giorni scorsi tramite referendum e approvata a larga maggioranza con 42 voti favorevoli, 6 contrari e 5 astenuti, con la quasi unanimità da parte dei lavoratori protagonisti degli scioperi dei mesi precedenti – spiega la Fiom –. Oggi le parti si sono nuovamente riunite per firmare il contratto aziendale, una conquista non banale, considerato che l’ultimo accordo di secondo livello era datato 2006, e che tutta questa vertenza ha dovuto confrontarsi con i problemi che l’epidemia di Covid ha generato».

Il primo accordo aziendale della Rettifica Corghi dopo 15 anni prevede che la definizione delle ferie collettive, e le risposte della direzione alle richieste di ferie, sia regolata con criteri precisi e che possano garantire ai lavoratori e alle lavoratrici una programmazione il più possibile standardizzata e corrispondente alle proprie esigenze; un sistema di relazioni sindacali con due incontri certi all’anno in cui l’azienda fornirà ai rappresentanti dei lavoratori informazioni relative alle prospettive produttive e di sviluppo dell’azienda, l’andamento dei mercati, la situazione occupazionale, gli eventuali investimenti in innovazione tecnologica, le necessità formative per una corretta applicazione dell’innovativa parte del contratto nazionale che prevede 24 ore di formazione nel triennio per ogni lavoratore e la conoscenza della situazione ambientale e di sicurezza sul lavoro.

«Avremmo preferito non fare sciopero e arrivare ad un accordo in tempi più celeri – dichiara Emiliano Borciani, che per la Fiom ha portato avanti la trattativa in rappresentanza dei lavoratori –. Finalmente anche i lavoratori della Rettifica Corghi, come la maggioranza dei colleghi metalmeccanici reggiani, potrà avere un contratto aziendale».L’accordo firmato ieri nei locali dell’impresa prevede anche un premio di risultato annuale di 600 euro e un buono pasto giornaliero di 2 euro.

«I lavoratori sono stati uniti dall’inizio alla fine della vertenza; se oggi hanno un contratto è grazie alla pratica democratica della Fiom che ha condiviso ogni passaggio con i lavoratori e le lavoratrici, e la tenacia degli operai che hanno scioperato – commenta infine la Fiom –. Il contratto è stato conquistato a fatica, auspichiamo che gli scioperi del 2020 servano per evitarne altrettanti al prossimo rinnovo».

L’AZIENDA. La Rettifica Corghi si occupa di rettifica di componenti meccaniche, operando, in particolare, nei settori oleodinamico, agrario, automotive, senza tuttavia escludere altri settori quali, ad esempio, l’aeronautico e il medicale. Fu fondata nel 1974 dai fratelli Corghi Giovanni, Alberto, Enrico e dalle mogli. Nel 1989 l’azienda si trasferì nell’attuale sede di via Ampere a Novellara, dove l’attività produttiva si svolge su una superficie coperta di 2.000 metri quadrati