Automobilisti in fuga dopo un incidente: «Sono aumentati i pirati della strada»

Il fenomeno analizzato da Poma, comandante della Municipale: «Sette già rintracciati, ne stiamo cercando altri sei»

REGGIO EMILIA. Dall’inizio dell’anno sono stati tredici i pirati della strada. Un dato alto – reso noto dal comando della polizia municipale di Reggio Emilia, al quale bisognerebbe sommare anche i numeri delle altre forze dell’ordine di città e provincia – in controtendenza rispetto al totale degli incidenti stradali, che l’anno scorso sono diminuiti notevolmente a causa della ridotta mobilità indotta dalla pandemia.

I NUMERI


Nel corso del 2020 su 1.534 sinistri sono stati 44 gli incidenti con fuga. Nel 2019, con una circolazione pre Covid, su 2.133 incidenti stradali erano stati 49 i mezzi rintracciati dopo sinistri con soli danni alle cose e 13 le persone denunciate per omissione di soccorso. Per la maggior parte si tratta di urti che hanno provocato danni materiali (ai mezzi o all’arredamento urbano), tuttavia in quattro casi le persone al volante sono state anche denunciate per omissione di soccorso.

GLI EPISODI

Un fenomeno che non accenna a diminuire, dunque, come hanno dimostrato gli ultimi episodi di cronaca. Quello più clamoroso è accaduto il 13 febbraio a Campegine, dove un uomo di 45 anni del Bangladesh, padre di tre figli, è stato trovato senza vita in un canale di via Marconi: gli inquirenti propendono per la fuga di un’auto pirata dopo un investimento e, in base ad alcuni frammenti rinvenuti sul posto, stanno ancora cercando una Fiat Bravo grigio chiaro.

LE INDAGINI

«Tredici incidenti con fuga dal 1° gennaio sono un numero importante. Il 2021 è iniziato con una escalation, speriamo che quest’anno non mantenga il trend – commenta il comandante della Municipale, Stefano Poma – Occorre sottolineare che di questi tredici pirati sei sono già stati rintracciati e sugli altri sette il cerchio si sta stringendo. Purtroppo serve tempo: talvolta si risolve il caso in poche ore, talaltra servono mesi e devo dire che posso contare sulla tenacia dei miei uomini».

LA LEGGE

Perché i conducenti continuano a sottrarsi a quello che è un dovere civico e morale, oltre che giuridico? «Le motivazioni di chi scappa possono essere le più disparate – replica il comandante – Quando si arrecano danni alle persone credo che molti fuggano perché non sono in regola: ad esempio senza assicurazione, con patente scaduta oppure perché con le ordinanze Covid non erano legittimati a girare. Se l’investitore se ne va anche davanti ad un ferito è perché ha altre irregolarità da nascondere e non vuole rispondere di quanto accaduto per non far scoprire il resto. Quando si tratta di soli danni materiali, invece, gioca un peso specifico la furbizia (nel senso deteriore del termine) e la maleducazione: poiché la controparte è assente ci si sottrae al proprio dovere per evitare che il costo dell’assicurazione lieviti. Gli automobilisti furbetti fuggono convinti che nessuno li abbia visti. Invece nel novanta per cento dei casi lasciano un segno, vengono filmati dalle telecamere, perdono pezzi di carrozzeria, spuntano dei testimoni eccetera…».

Quando i furbetti vengono rintracciati, «molti dichiarano di non essersi accorti dell’urto o che hanno tirato dritto perché avevano fretta ma sarebbero venuti in Comando in un secondo tempo: cercano di sminuire e di giustificarsi».

LE NORME

L’inasprimento delle normativa in materia non ha affatto stoppato i pirati della strada. L’incidente con danni materiali comporta una sanzione amministrativa spesso doppia (ad esempio mancata precedenza e fuga si traducono in due multe), mentre l’incidente con feriti sfocia nel penale con la denuncia per omissione di soccorso. In caso di esito mortale del sinistro l’introduzione nel 2016 del reato di omicidio stradale prevede pene da due a sette anni di reclusione.

«Vorrei sottolineare un aspetto – conclude Poma – Il sinistro con danni materiali o con lesioni non è cambiato molto e anche nell’omicidio stradale basta affrontare le proprie responsabilità. Quello che è certo è che se si scappa, oltre ai danni del sinistro, si verrà accusati di omissione di soccorso. Scappare dopo una collisione è sempre la scelta peggiore perché la posizione del conducente si aggrava su tutti i fronti». —

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