Vinci sulle nevi si rimette in pista «La Lega è solo slogan, sto con Fdi»

Il deputato e l’addio al Carroccio: «Con Meloni ci sono contenuti. Salvini? Cambia idea ogni 12 ore»

Evaristo Sparvieri

REGGIO EMILIA. «Lo spazio c’era. Anche una ricandidatura certa in collegi sicuri. Sono io che ho deciso di lasciare la Lega». Dal trattore in tangenziale con la bandiera del Carroccio, alle Amministrative del 2014, fino alla neve del Ventasso, dove si è recato ieri con colleghi del nuovo partito, nella prima iniziativa pubblica che lo ha visto in campo per Fdi. L’ex segretario emiliano della Lega, Gianluca Vinci, rispetto al Carroccio adesso è solo un ex. E dopo il suo “No” a Draghi che ha sancito l’addio dal partito di Salvini, in un colpo di ciglia si è già immedesimato nel ruolo di deputato Fdi, dove milita fra l’altro anche la sua compagna, Giorgia Manghi.


Vinci, è lei che ha abbandonato la Lega o la Lega ha abbandonato lei? Sembrava un po’ messo da parte...

«Sono io che ho abbandonato la Lega. Non si poteva andare più avanti in questo modo già da mesi. L’emergenza Covid ha fatto emergere una linea politica solo di slogan. Vanno bene fino a quando sei all’opposizione, ma sui contenuti Fdi ci ha sempre battuto. Non parlo poi dell’attività parlamentare. Fdi ha dieci marce in più... Alcune cose è meglio non le dica per decoro della Lega. Ci ho fatto parte e ho collaborato per migliorare la macchina, ma solo fino a quando non sono stati compromessi i valori».

Addirittura?

«Con Fdi siamo sulle piste da sci a Ventasso, il nuovo governo le ha tenute chiuse. L’Emilia torna arancione, senza neanche aspettare il lunedì. Sarebbe stato un segnale. Invece non è cambiato nulla rispetto a prima, al governo Conte. Se uno va al governo senza interessi personali, lo faccia veramente. La Lega ha tre ministeri e la linea è uguale a quella precedente. Ho visto un interesse di partito, ma non un interesse per il Paese».

Ma avrebbe lasciato anche se fosse rimasto segretario?

«Assolutamente sì. Non mi vedrete mai votare con Delrio e la Boldrini. La Lega non l’aveva mai fatto prima e ora ci saranno conseguenze. Molti parlamentari hanno accettato questo come un ordine calato dall’alto, ma sui territori c’è tanta gente che non è d’accordo ed è pronta a entrare in Fdi. Anche consiglieri di Comuni della provincia. Fra l’altro in Parlamento ci siamo io, l’ex coordinatore regionale di Forza Italia, Galeazzo Bignami, ora in Fdi e Tommaso Foti, coordinatore di Fratelli d’Italia. Il centrodestra emiliano è tutto in Fdi. Giorgia Meloni è gentilissima, davvero cordiale. E in Fdi c’è un gruppo di persone davvero in gamba. Si lavora bene, a cuor leggero».

E Salvini? Lei sembrava la sua ombra...

«Ultimamente cambiava idea su tutto ogni 12 ore...»

Insomma, ha lasciato la barca che rischia di affondare. Opportunismo?

«Hanno cercato di evitare che io uscissi. Io ho fatto una scelta. Sarei potuto andare al misto, ma mi erano già note da tempo le capacità di Fdi. Avrei votato comunque “no” al governo Draghi. Questo mi ha tolto ogni dubbio».

Quando la Gazzetta scriveva che lei aveva già un piede fuori e lei ci diceva che restava nel Carroccio, ce le raccontava allora...

«In realtà l’intenzione non era di andarmene. Durante la pandemia è nato un malumore proprio sul fatto che agli slogan della Lega, senza contenuti, Giorgia Meloni ribatteva entrando nel merito...».

Alt. Quegli slogan li ha usati anche lei...

«... sì ma quando manca la qualità, i nodi arrivano al pettine prima o poi...».

E in consiglio? Proverà a creare un gruppo Fdi?

«È indifferente essere al misto in consiglio. Ora sono un parlamentare Fdi. Qualunque cosa faccia ha l’etichetta Fdi. Avere un gruppo serve per avere qualche centinaio di euro di fondi. Non li ho mai usati neanche con la Lega».

Fondi? E la Lega? Lei ha versato fior di quattrini. Che fa, li lascia in braghe di tela?

«I soldi dei parlamentari vanno alla Lega federale, a Milano. Qua in Emilia è finanziata dai regionali. Io li lascio con un ottimo bilancio, con una sede in via Turri acquistata e ristrutturata a mie spese. Sono contento di ciò che ho fatto. Sono anche fra i fondatori della Lega Emilia. Ma sono meno contento di ciò che ha fatto la Lega in questi ultimi mesi. Per questo sono andato in Fdi». —

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