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Reggio Emilia, quel monumento storico e simbolo di degrado al Parco del Popolo

La tomba dei Concordi vittima di incuria, sporcizia e scritte: è circondata da foglie secche, avanzi di cibo, lattine e bottiglie

REGGIO EMILIA. Il monumento funebre dei Concordi, che è il principale reperto d’epoca romana esistente in città, non merita la sistematica deturpazione di cui è fatto oggetto e la pervicace incuria da parte del Comune.

Sono trascorsi cinque mesi da quando il consiglio comunale di Reggio Emilia votò all’unanimità una mozione proposta dalla Lega per provvedere alla sua ripulitura e alla salvaguardia del monumento – risalente al primo secolo dopo Cristo a Boretto e rinvenuto quasi un secolo fa, nel 1929 – ma, in assenza di interventi, la situazione è ulteriormente peggiorata.

Reggio Emilia, il monumento romano dei Giardini invaso da degrado e inciviltà



Lo denuncia con tanto di fotografie nel suo profilo Facebook Flavia Rossi, che abita nei pressi dei giardini pubblici, dove la tomba fu ricollocata nel 1930 dopo essere stata scoperta nel sito archeologico di Brixellum (il nome latino dell’attuale Brescello) in seguito a scavi per opere di bonifica: «Ecco come è ridotta l’area in cui è collocato il Monumento ai Concordi, del I secolo dopo Cristo. Incuria, sporcizia, scritte, avanzi di cibo, lattine, bottiglie. Io sono indignata!».

È l’ennesimo oltraggio al negletto patrimonio culturale della nostra città. «Io e altri insegnanti del liceo Moro e di altre scuole – riferisce Flavia Rossi – ne facevamo la meta di visite d’istruzione. Ora sono semidistrutti i pannelli che ne illustrano la storia e le caratteristiche con dettagliate didascalie».

Lo scorso 4 febbraio l’avvocato Claudio Bassi, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, ha presentato una mozione per sollecitare i lavori, su cui tutti erano d’accordo, nell’approssimarsi della stagione favorevole. Vi si chiede di rimuovere immediatamente le scritte e rendere utilizzabili le panchine sul retro del monumento, oltre a spazzare via il fogliame che ostruisce i vialetti del parco.

Era stata la Soprintendenza ai beni archeologici a volere che la tomba fosse in gran parte trasferita e rimontata a Reggio nella sua disposizione a recinto. Essendo esposta ai danni delle intemperie, in anni recenti si è deciso di proteggerla con un’ampia tettoia di plexiglass sorretta da colonne di cemento, sotto la quale sono state sistemate delle panchine di pietra. Era inevitabile, però, che quello divenisse il luogo d’incontro delle badanti nei giorni di festa e, a tutte le ore, di gruppi di giovani dediti anche al consumo di alcol e droghe. Ne è una conseguenza l’impressionante degrado che allontana i potenziali visitatori.