Reggio Emilia, nonno Aldo si vaccina a 102 anni: «Un esempio per la nostra famiglia»

La guerra, quella vera, l’ha vissuta sulla propria pelle. Oggi, dall’alto dei suoi 102 anni, sta combattendo la sua battaglia personale contro il coronavirus

REGGIO EMILIA. La guerra, quella vera, l’ha vissuta sulla propria pelle, come ex militare costretto ai lavori forzati in Germania. Aldo Spaggiari aveva 27 anni quando, nel 1945, l’Italia uscì dall’incubo del conflitto bellico. Oggi, dall’alto dei suoi 102 anni, sta combattendo la sua battaglia personale contro un nemico tanto subdolo quanto pericoloso: il coronavirus. Sabato mattina Spaggiari, residente nel quartiere di Regina Pacis accanto all’abitazione di famiglia, si è infatti recato presso le zone Fiere a Mancasale per ricevere la prima dose del vaccino anti-Covid, prodotto dall’azienda Pfizer. Accompagnato dalla nipote Norma e dal figlio Flaviano, l’anziano signore ha così compiuto il primo passo per ottenere la tanto desiderata immunità; la seconda e ultima dose è prevista per il prossimo 13 marzo sempre a Mancasale. Classe 1918, taciturno e riservato, è il figlio a farne le veci esprimendo l’emozione della famiglia: «Mio papà sta molto bene e non ha avuto particolari effetti collaterali- ha raccontato - sabato ci siamo recati all’apposito spazio per la vaccinazione e ci hanno sottoposto ad una serie di domande in merito allo stato di salute ed all’utilizzo dei medicinali. Dopo aver atteso un quarto d’ora dall’avvenuta operazione, siamo tornati regolarmente a casa. Il padiglione è riscaldato e diviso in tante piccole aree: in caso di necessità mettono anche a disposizione delle carrozzine, ma mio papà non ne ha avuto bisogno. Un ruolo importante l’ha avuto Matteo, studente di Medicina e già vaccinato. È stato lui ad informarsi e a prendere l’appuntamento per aiutare il nonno». Aldo, racconta sempre Flaviano, è pienamente autosufficiente ed in possesso di ottima memoria. In questi mesi è rimasto a casa per evitare i rischi del contagio. È molto legato alla famiglia ed in modo particolare ai nipoti: è soprattutto per loro che l’ultracentenario ha deciso di compiere questo passo, ed è per loro che lo rifarà anche tra tre settimane, in quella che è una vera e propria storia di speranza ed amore per la vita. —

Nicolò Valli


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