Caso Mescolini, il Pd di Reggio Emilia: «Nessuna delegittimazione dei risultati elettorali»

Il Pd provinciale e cittadino replica alla raffica di attacchi del centrodestra «Contro di noi un “metodo Bibbiano” basato su calunnia e disinformazione»

REGGIO EMILIA. «Respingiamo il replicarsi di un metodo di delegittimazione, che potremmo definire il “metodo Bibbiano”, basato su processi di piazza, quando non ci sono né sentenze, né lo stesso sindaco risulta indagato. Qui per noi, ancora una volta, sta la differenza tra garantisti e giustizialisti». Travolto dalla raffica di attacchi degli avversari politici, il Pd reggiano non ci sta ad incassare e mostra i denti. E attraverso una nota firmata dalla segretaria della federazione provinciale, Gigliola Venturini, dal segretario cittadino, Luca Cattani, e dal capogruppo in Sala Tricolore, Gianluca Cantergiani, replica compatto alla nuova bufera politica innescata dal caso Mescolini e dalla relazione della Prima Commissione del Csm, firmata dal pm antimafia Antonino Di Matteo, con la quale è stato proposto al Plenum il trasferimento d’ufficio per il procuratore capo reggiano, considerato incompatibile da un punto di vista ambientale con Reggio e con il distretto giudiziario di Bologna.


«Il Partito Democratico – affermano i dem – come sempre, rispetta l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, compresi i procedimenti e le relazioni al suo interno, come le vicende relative al procedimento che riguarda il procuratore Mescolini e l’esposto delle quattro sostitute procuratrici. Aspetti, questi, che non hanno nulla a che vedere con la legittimazione degli organi democraticamente eletti nel Comune di Reggio Emilia e in Regione Emilia-Romagna».



Secondo gli esponenti del Pd, «peraltro, né i partiti, né le istituzioni locali sono tenuti a conoscere e tanto meno a commentare la dialettica interna di un organo inquirente. Ne consegue che sono prive di fondamento le richieste di chiarimento rivolte da Marco Eboli (esponente di FdI, ndr) al sindaco Luca Vecchi».



Attacchi, quelli dell’esponente Fdi, che vengono associati a ciò che i dem definiscono il “metodo Bibbiano”, ovvero la campagna di delegittimazione innescata dalla Lega e dal centrodestra sull’onda dell’inchiesta Angeli e Demoni, diventata un cavallo di battaglia elettorale nelle Regionali del gennaio scorso. Un’inchiesta alla quale sono dedicati anche passaggi della relazione di Di Matteo, nel giudizio espresso nei confronti di Mescolini.


«Del resto la città e la provincia questi metodi li conoscono bene e sanno a quali gravissimi danni possono portare – concludono i dem – Se Reggio Emilia deve diventare il laboratorio nazionale nel quale riproporre metodi di propaganda politica, tipici della destra, basati sulla calunnia e la disinformazione, e da qui far discendere attacchi alla stabilità delle istituzioni, si sappia che reagiremo con tutti gli strumenti che la democrazia consente. E se qualcuno si sente turbato, sappia che noi siamo indignati, e con noi tantissimi». —

E.Spa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA