Covid, l'Emilia-Romagna torna arancione: ecco cosa si può fare

Dopo tre settimane in “giallo”, da domenica anche a Reggio restrizioni più severe. L’Ausl: «Non abbassate la guardia»

REGGIO EMILIA. Reggio, come tutta l’Emilia Romagna, oltre a Campania e Molise, da domani torna in zona arancione. Un provvedimento firmato dal ministro Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regìa. Una decisione che non sorprende il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che dati alla mano (l’indice Rt supera l’1) aveva anticipato la possibilità di un cambio di colore.

La stessa Ausl di Reggio registra un brusco aumento dei contagi che però, al momento, non ha ripercussioni a livello ospedaliero. Anzi, le riconversioni della scorsa settimana (tra cui la chiusura della terapia intensiva Covid a Guastalla) sono state confermate e anche la lungodegenza di Villa Verde ora accoglie solo pazienti Covid negativi.


Resta massima l’attenzione alle varianti del virus che stanno circolando in tutta Italia e, come dimostrano i primi studi campione pubblicati qualche giorno fa, anche in Emilia-Romagna e nella nostra provincia, che per ora però si traduce solo in un nuovo, accorato appello: «Non abbassiamo la guardia».

È quanto emerso ieri nella conferenza settimanale nella quale l’Ausl fa il punto sulla situazione epidemiologica nella nostra provincia, fuori e dentro gli ospedali. «Sappiamo che la variante inglese è più contagiosa e colpisce il 50% in più delle persone – spiega Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl – ma non abbiamo la prova che i nuovi focolai che hanno riguardato scuole elementari e nidi dipendano da quella. Sicuramente non è questo il momento di abbassare la guardia: distanziamento, igiene e mascherine devono continuare a essere le nostre regole, come nel marzo di un anno fa. Ognuno di noi sa che, con il passare dei mesi, ha allentato la guardia: non ce lo possiamo permettere».

L’aumento dei contagi da una parte e la situazione ospedaliera stabile dall’altra farebbero pensare a un paradosso, «invece – spiega Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero – è una conseguenza di due fattori: l’età media dei nuovi positivi si è abbassata (ora è sui 40 anni) e noi stiamo procedendo con le vaccinazioni agli anziani».

Gli accessi al pronto soccorso sono calati, passando da una media giornaliera di 315 della scorsa settimana ai 295 di questa. Tendenza confermata anche nella media giornaliera dei pazienti Covid positivi, che passa da 26 a 22. Anche la percentuale dei positivi sul totale delle persone che si sono recate al pronto soccorso registra un calo, passando dall’8,5% al 7,5%. La media dei pazienti positivi ricoverati ogni giorno è scesa invece da 13 a 8,7.

Confortanti anche i dati sulle degenze: «Nell’ultima settimana – riferisce Mazzi – abbiamo avuto 136 pazienti ricoverati con il Covid, contro i 140 della scorsa settimana. L’occupazione dei posti letto Covid oscilla tra il 60% e 70%».

Nelle terapie intensive di Guastalla e Reggio sono al momento ricoverati 25 pazienti in tutto, 11 negativi al Covid e 14 positivi (tutti a Reggio). «Siamo alle prese con un andamento altalenante, che oscilla di settimana in settimana – dice Mazzi – e non ci permette di pianificare riorganizzazioni più massicce, ma abbiamo comunque riconvertito la lungodegenza di Villa Verde per pazienti non Covid». —

LE REGOLE DELLA ZONA ARANCIONE

Spostamenti

  • Dalle 5 alle 22 sono consentiti gli spostamenti solo all'interno del proprio Comune.
  • È possibile fare visita a parenti o amici, una volta al giorno (solo all'interno dello stesso Comune), al massimo in 2 persone oltre ad under 14 e disabili non autosufficienti.
  • Dalle 22 alle 5 sono consentiti gli spostamenti solo per motivi di lavoro, salute o necessità.
  • Sono sempre vietati gli spostamenti verso altri Comuni e altre Regioni, salvo quelli per motivi di lavoro, salute e necessità.
  • Solo per i Comuni con meno di 5.000 abitanti, sono possibili spostamenti anche fuori comune, entro 30 km dal confine e con divieto di recarsi nei capoluoghi di provincia.

Ristorazione

  • Ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ecc. sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22.
  • Nei bar e altri servizi simili senza cucina (ATECO 56.3) e nei negozi di bevande (ATECO 47.25), l'asporto è consentito fino alle 18.
  • È sempre consentita la consegna a domicilio, senza limite di orario.

Attività commerciali

  • Nei giorni feriali tutti i negozi sono aperti.
  • Nei giorni festivi e prefestivi chiudono i negozi all'interno di centri e gallerie commerciali, ad eccezione di: farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari e prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Attività culturali

  • Sono sospese le mostre.
  • Chiudono al pubblico musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici e complessi monumentali.

Sport

  • È possibile fare attività motoria (almeno 1 metro di distanza) o sportiva (almeno 2 metri di distanza) individuale all'interno del proprio Comune.
  • Si può andare in centri e circoli sportivi per fare attività motoria e sportiva di base all'aperto, nel rispetto del distanziamento.
  • Restano chiuse palestre, piscine, centri benessere e centri termali fino al 5 marzo.

Scuole

  • Nelle scuole superiori prosegue la didattica in presenza per almeno il 50% degli studenti e fino ad un massimo del 75%.
  • Resta sempre garantita l'attività in presenza per l'uso dei laboratori e per alunni con disabilità o bisogni speciali.


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