Dalle sfilate di moda all’agricoltura come professione: la storia di Alessia, figlia di Zeo Baldi

Dopo avere lavorato dieci anni con il padre, parrucchiere conosciutissimo in tutta Italia e non solo, Alessia è diventata titolare de “Le Fattorie di Athena” in Appennino

REGGIO EMILIA. In piena crisi economica i giovani tornano alla terra. Il dato, in controtendenza dopo decenni di fuga dalle campagne, è stato reso noto dalla Cia di Reggio Emilia: mentre nel corso del 2020 le aziende agricole gestite da giovani hanno fornito segni meno in tutti i comparti (-2.9% a livello regionale, -2.6% a livello nazionale), è andata diversamente per l’agricoltura reggiana, dove sono cresciute le nuove attività. Il +7% degli under 35enni che si sono riconvertiti a una agricoltura 4.0 è una luce di speranza, che coniuga la modernità con il passato.

Paradigmatica la scelta di vita di Alessia Baldi, 32 anni, che ha lasciato il mondo patinato delle acconciature di moda per diventare titolare de “Le fattorie di Athena”, un allevamento ovino nell’Appennino reggiano. Figlia di Zeo Baldi, noto coiffeur con numerosi saloni in città, per Alessia è stato naturale seguire le orme del padre e per oltre dieci anni (dal 2009 al 2019) ha lavorato al suo fianco, girando il mondo come marketing manager con il compito della fornitura dei prodotti e di seguire l’Accademia di formazione per parrucchieri: è stata dietro le quinte nelle sfilate dello stilista Renato Balestra a Dubai e a Montecarlo al Festival della Commedia, presentato da Ezio Greggio. Il suo sogno però era quello di una immersione totale nella natura, alimentato anche dall’esempio del compagno Salvatore, maniscalco conosciuto quando Alessia faceva competizioni di endurance.


Con la gravidanza è arrivato il cambio di rotta radicale: passare dal terziario all’agricoltura, con le sue asprezze e durezze, ma anche con impagabili soddisfazioni. Alessia adesso è proprietaria di un gregge di una settantina di capre e sessanta pecore e di una fattoria dedicata alla figlia, chiamata Athena perché il giorno in cui per la prima volta Alessia e Salvatore entrarono nel podere incapparono in una civetta, animale simbolo della dea greca della sapienza, delle arti e della guerra.

«Dopo essere rimasta incinta ho iniziato a riflettere molto se ciò che facevo con mio padre da un decennio fosse davvero ciò che volessi o invece ciò che mi sentivo in dovere di fare – racconta la giovane imprenditrice –. L’amore, in senso letterale, mi ha aiutato a mettere a fuoco i miei bisogni. Ho rimescolato le carte della mia vita ed eccomi qui, in questa azienda agricola che unisce il lavoro alla mia passione per la natura. Ogni giorno quando mi sveglio sento che ho fatto la scelta giusta. Qui è bellissimo e posso vivere all’aria aperta, senza mascherine».

L’azienda agricola si occupa principalmente di allevamento di capre da latte per la produzione di formaggi, che vengono poi venduti direttamente al consumatore sia in azienda che nel mercato contadino del sabato in piazza Fontanesi a Reggio.

Dalla ricotta al primosale (un delicato formaggio fresco della tradizione meridionale) fino ai pecorini stagionati in cella e in fossa per sei mesi, l’azienda produce una vasta gamma. Sul suo banco si trovano anche - a seconda delle stagioni - castagne e noci di raccolta, prodotti dell’orto, miele e composte. L’azienda conta anche conigli, un pollaio, cavalli, pony ed asinelli. Le esperte mani che un tempo acconciavano le chiome delle modelle, adesso ogni giorno mungono caprette e realizzano capolavori del gusto.

«L’agricoltura costa sacrificio, ma rallenti molto i ritmi di vita – prosegue Alessia –. Ho sempre lavorato tanto, venivo da un settore frenetico: rispondevo alle mail pure di notte, bevevo 8-10 caffè al giorno, senza conoscere né sabato né domenica. Adesso non ho giorni di riposo, ma finalmente seguo ritmi che si confanno di più all’essere umano e sono contenta che mia figlia cresca in questo ambiente. La porto in stalla da quando aveva quindici giorni».

Tra le innovazioni che Alessia ha introdotto c’è il caseificio semovibile. «Abbiamo voluto un caseificio tradizionale, ma che si possa spostare: domani nessuno ci vieta ad esempio di recarci in una fiera e lì produrre il formaggio… Abbiamo tanti altri progetti nel cassetto per Le Fattorie di Athena: non voglio fare previsioni azzardate, ma ci piacerebbe che diventasse un luogo di aggregazione per chi intende intraprendere questo percorso. Se ce l’ho fatta io, credo che possa essere il futuro anche per altri».