Allontanata da casa un’imprenditrice reggiana: maltrattava il marito e i figli

La procura apre un fascicolo dopo la denuncia del coniuge. Il tribunale ha emesso due misure cautelari per la donna

REGGIO EMILIA. Dopo una vita in simbiosi qualcosa sembra essersi rotto tra un imprenditore reggiano e la moglie, anche lei imprenditrice, per la quale sono state disposte due misure cautelari, chieste dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani e accolte dal giudice per l’indagine preliminare Andrea Rat.

Il gip ha disposto infatti per la donna l’allontanamento dalla casa famigliare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime. Una cesura familiare sorta dopo la denuncia presentata dal coniuge, che ha raccontato un presunto stato di prostrazione nei confronti della moglie, accusandola di essere protagonista di maltrattamenti fisici e psicologici all’interno del nucleo familiare. Accuse che dovranno trovare ben ulteriori riscontri, ma che al momento hanno portato all’emissione delle due misure cautelari.

Una situazione delicata, che coinvolge anche dei minori, e sulla quale il tribunale di Reggio ha voluto vederci chiaro dopo che è stato aperto un fascicolo dalla Procura.

Il marito ha affidato la sua tutela legale all’avvocato Maria Cristina Ciace, del foro di Perugia, che non rilascia dichiarazioni in merito, viste le parti e soprattutto i minori coinvolti.

Il rapporto tra i coniugi è sempre stato stretto, tanto in casa quanto sul lavoro. Con l’andare del tempo si sarebbe deteriorato però a tal punto da far traballare la quiete familiare, per ristabilire la quale i coniugi hanno cercato soluzioni non traumatiche.

Non è dato sapere così sia accaduto successivamente, salvo che il caso è finito sul tavolo della procura, che vista la denuncia e le dichiarazioni del marito rilasciate in questura, ha dovuto chiedere il pesante provvedimento già in fase di indagine preliminare.

Le misure cautelari propendono ora per la versione dell’uomo, ma l’indagine permetterà anche alla moglie di poter far valere la sua posizione e le sue ragioni. Una vicenda che, come sempre in questi casi, merita la massima scrupolosità da parte di procura e tribunale, trattandosi della tenuta di una famiglia a rischio disgregazione.