Riserva Mab più larga da 34 a 80 Comuni, dalla via Emilia al mare

Venerdì l’assemblea annuale via web per fare il bilancio. Giovanelli: «Grande aggregazione di forze e risorse umane»

VENTASSO. La Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano, a cinque anni dal riconoscimento Unesco, fa il bilancio della sua azione e si propone di “raddoppiare”, arrivando a coinvolgere 80 Comuni sui versanti emiliano e toscano. Ora la Riserva interessa 34 Comuni, di cui 10 in provincia di Reggio Emilia: Baiso, Canossa, Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Toano, Ventasso, Vetto, Vezzano e Villa Minozzo.

L’assemblea


Lo farà con un’assemblea nella quale interverranno, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e il presidente del Comitato interministeriale e Unesco uomo e biosfera, il professor Pier Luigi Petrillo, unico rappresentante italiano nel Comitato internazionale dell’Unesco; comitato con il compito di valutare per il periodo 2019-23 le proposte di riconoscimento Unesco provenienti da tutto il mondo. L’assemblea consultiva permanente, per la prima volta, si terrà sul web il 19 febbraio prossimo, nel rispetto delle norme anti-assembramento. Lo scorso anno, infatti, non bastarono i posti a sedere dell’aula magna dell’Università di Parma. Prima ancora le assemblee si tennero a Reggio (2016), Parma (2017) e Fivizzano (2018).

CAPITALE UMANO

Fu proprio nell’ultima edizione nella città ducale che tenne la sua lectio magistralis il neoministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, titolare di cattedra Unesco all’Università di Ferrara. «Le aree rurali, e tra queste le Riserve di Biosfera, hanno un ruolo centrale nelle relazioni con le aree urbane – fu il cuore del suo intervento – soprattutto con riferimento al capitale umano dell’Appennino».

«È ancora questo il tema dell’Assemblea 2021 – afferma Fausto Giovanelli, coordinatore della prima Riserva di biosfera prevista dal programma Mab Unesco tra Toscana ed Emilia –. Siamo alla vigilia di un ampliamento che tocca i territori di città sulla Via Emilia e, sul versante toscano, si allarga in Garfagnana e in Lunigiana e raggiunge il mare, comprendendo anche Luni, in Liguria. Al dato geografico corrisponde una grande aggregazione di forze e risorse umane: scuole, giovani, tessuto d’impresa, amministratori locali. Tutti chiamati a collaborare nella prospettiva obbligata e urgente dello sviluppo sostenibile, che ormai è compresa e sentita dalla gente. All’assemblea presenteremo il lavoro fatto, i tanti cantieri in corso, la grande mappa delle sinergie attivate nel nome di Mab Appennino; guarderemo con apprensione e speranza alla decisione di giugno di Parigi sull’ampliamento».

L’EVENTO

L’appuntamento di venerdì prossimo è stato preceduto da incontri territoriali in Lunigiana, Garfagnana, nel Modenese, Parmense e Reggiano. Seguiranno ulteriori meeting rivolti soprattutto alle imprese e alle associazioni alle scuole e ai cittadini. Il 19 febbraio, oltre alla presentazione del bilancio di lavoro, del programma di ampliamento, sono previsti diversi altri interventi. Per la Regione Emilia Romagna interverrà l’assessora a Parchi territorio e urbanistica Barbara Lori e, a nome del centro Cnr del Cimone, è prevista una lezione magistrale del professor Paolo Bonasoni sui cambiamenti climatici nell’area del Mediterraneo. Per partecipare all’assemblea in modalità webinar ci si può iscrivere dai siti www.mabappennino.it o http://www.parcoappennino.it/ dove si trovano tutte le istruzioni del caso. —

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