Nasconde l’eroina fra gli slip Nei guai disoccupato 28enne

REGGIO EMILIA. Nel cassetto degli indumenti intimi, nascosti tra gli slip, aveva 32 dosi di eroina e un bilancino di precisione. Nell'armadio, invece, c'erano circa 3mila euro in contanti. Per questo motivo, domenica mattina, il muratore tunisino 28enne Alaa Eddin Ben Saleh, residente a Reggio Emilia e proveniente dal Marocco, è stato arrestato dai carabinieri. Il 28enne era seduto tranquillamente in un bar di via Dalmazia a Reggio Emilia, lo stesso bar che solo qualche giorno fa aveva visto i carabinieri intervenire per un violento pestaggio da parte di un pregiudicato, culminato con la vittima trascinata per strada e gettata nelle acque del vicino torrente Crostolo. In quel locale il nordafricano è stato controllato. La mancanza di documenti d’identità e il possesso di 300 euro in contanti, seppur si fosse dichiarato attualmente disoccupato, hanno fatto insospettire i militari. Inoltre è emerso che il 28enne ha precedenti in materia di stupefacenti (risalenti al 2016).

Raggiunta la sua abitazione in via Cisalpina, dove l'uomo vive con la compagna, i militari hanno eseguito una perquisizione: vengono così ritrovate le dosi di eroina (nascoste tra gli slip) di oltre 30 grammi, un bilancino di precisione e 3mila euro in banconote di vario taglio, subito considerati dai militari provento di spaccio.


Il 28enne è stato quindi arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo poche ore, cioè ieri mattina, il nordafricano ha ammesso – in tribunale, davanti al giudice Chiara Alberti – di essere uno spacciatore, ma di piccolo calibro. L’arresto è stato convalidato, poi è iniziata la “battaglia” sulla misura cautelare: per il pm Maria Rita Pantani (titolare del fascicolo) deve restare in carcere, misura a cui l’avvocato difensore Giuseppe Caldarola si è opposto. Il giudice ha disposto per Ben Saleh gli arresti domiciliari e sarà giudicato più avanti con rito abbreviato (con sconto di pena di un terzo), ma legato ad una perizia tossicologica sull’eroina sequestrata: «Il mio assistito – dice il difensore – ha comprato la droga, già tagliata, da un’altra persona. A nostro parere il principio attivo dello stupefacente non è certo elevato, non siamo perciò di fronte ad una vicenda grave di spaccio». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA