Il 45enne morto aveva tre figli: appello al pirata della strada

Trovato nel fosso, Il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha disposto l’autopsia

CAMPEGINE: Il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha disposto l’autopsia per Abas Uddin, il 45enne del Bangladesh trovato morto nel fosso sabato sera in via Marconi a Caprara di Campegine.

I carabinieri sono ormai persuasi che l’uomo, mentre tornava a casa in bicicletta, sia stato investito dal conducente di un mezzo che, invece di fermarsi a soccorrerlo, è fuggito.


Quando il ciclista è stato notato da un passante ed è stata chiamata l’ambulanza, per il personale sanitario non c’è stato niente da fare. Era già morto e presentava segni di assideramento. Ma la domanda è stata subito una: cosa è successo?

Rapidamente, però, una ruota incrinata della sua bicicletta, pezzi sull’asfalto di un mezzo ed anche la posizione in cui il 45enne è stato trovato fanno pensare a un incidente. E purtroppo a qualcuno che non si è fermato per aiutarlo.

Abas Uddin era arrivato in Italia all’incirca due anni fa. Lo conoscono bene quelli della cooperativa sociale L’Ovile, perché abitava in uno degli alloggi che hanno sul territorio proprio per i progetti di accoglienza. La casa in cui viveva si trova a pochissimi metri dal luogo dell’incidente.

«Ormai aveva completato l’iter per il permesso di soggiorno – spiega Valerio Maramotti, presidente della cooperativa L’Ovile –. Lo avrebbe ritirato nelle prossime settimane. Aveva già fatto i corsi di italiano, per raggiungere il livello A2, aveva fatto un tirocinio all’interno della nostra cooperativa e in un’azienda, la Fagioli, aveva avuto un contratto. Poi il Covid ha fermato tutto, ma probabilmente presto sarebbe riuscito a riprendere a lavorare».

La tragica notizia è arrivata anche in Bangladesh dove l’uomo era sposato, e dove lascia una moglie e tre figli, di cui due ancora minorenni. «Noi ci stiamo attivando per organizzare qualche iniziativa, una raccogliere fondi in modo da poter mandare alla famiglia qualcosa: lui era la loro unica fonte di sostentamento» rivela.

In queste ore, i carabinieri stanno vagliando quanto registrato dalle telecamere di sorveglianza della zona per vedere se possono aver immortalato dettagli utili per riuscire a identificare il mezzo che potrebbe aver investito il 45enne. Ma l’appello di rivolgersi ai carabinieri è rivolto sia a eventuali testimoni che al possibile pirata della strada.

«Io sono solo il presidente di una cooperativa, ma quello che posso fare è certamente accodarmi a questo appello – dichiara Maramotti –. Lui non era certamente un ragazzo distratto in bicicletta, ma un adulto, un uomo forte. Non ci sembra possibile che possa essere stata una caduta a farlo morire a pochi metri da casa. Purtroppo, ci sembra che ci si trovi di fronte a un ennesimo episodio in cui c’è un pirata della strada, che speriamo davvero possa costituirsi. Perché lui lascia una vedova con tre figli ancora minorenni. Può capitare un incidente, ma bisogna fermarsi». —

El.Pe.

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