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Viaggio a Unimore tra porte chiuse e lezioni in presenza che non ripartono

La sede reggiana dell’università spera di riaprire l’8 marzo. Lo storico edificio di viale Allegri aspetta i 10mila studenti

REGGIO EMILIA. Anche per il mondo accademico l’anno 2020 è stato travagliato. Migliaia di giovani (solo nella sede reggiana di Unimore si superano i 10.000 iscritti) hanno dovuto infatti abbandonare le aule nelle quali seguivano le lezioni, e per la proclamazione delle lauree è stato cancellato quel festoso e affollatissimo rituale che le caratterizzava in aula magna. Tutto è iniziato il 5 marzo di un anno fa anno con un blocco – tutta colpa del coronavirus – che a volte sembrava interrompersi ma, rispettando i vari decreti, è proseguito nel tempo e tuttora impedisce la ripresa. Sono entrati in campo i legami online che, basta sperimentarlo una volta, sono utilissimi ma privi di calore.

La speranza è che gli ostacoli possano finalmente cessare alla data dell’ormai prossimo 8 marzo e si riprendano le attività didattiche in diretta, quanto meno con la presenza di una parte (50%?) degli studenti. Al momento l’antico palazzo di viale Allegri (l’ex caserma Zucchi) appare come un silenzioso mausoleo che richiede, a chi vi accede, il rispetto di una serie di rigorose misure preventive. E non conviene tentare di entrare utilizzando qualche porta secondaria perché tutto è stato dotato di allarmi e le sirene scattano subito. Tre i Dipartimenti accademici che fanno capo alla sede reggiana.

C’è Comunicazione ed Economia, che attribuisce lauree triennali ad accesso programmato: Marketing e Organizzazione d’Impresa, Digital Marketing (80 posti) e Scienze della Comunicazione. Ad accesso libero invece le Magistrali di Economia e diritto per le imprese e le pubbliche amministrazioni, Management e comunicazione d’impresa, Pubblicità, comunicazione digitale e creatività d’impresa.

Anche Scienze e Metodi dell’Ingegneria prevede lauree triennali ad accesso libero per Ingegneria Meccatronica e Ingegneria Gestionale (per entrambe anche lauree magistrali ad accesso libero) mentre è ad accesso programmato Ingegneria per l’Industria Intelligente.

E infine Educazione e Scienze Umane con laurea triennale ad accesso programmato in Scienze Educazione per il nido, Magistrale a ciclo unico (programmato) con Scienze della Formazione Primaria e Magistrale biennale in Scienze Pedagogiche.

Da segnalare inoltre i corsi della sezione di Agraria in Scienze della Vita e Medicina mentre è già in campo l’ipotesi di un ulteriore ampliamento della gamma universitaria. Reggio e Modena si spartiranno, quando saranno approvati, nuovi corsi di studio. Nella nostra città in particolare dedicati alla laurea triennale in Ingegneria per l’Industria Intelligente, alla magistrale in Media Education per le discipline letterarie e l’editoria, per finire con la magistrale sulla Sostenibilità Integrata dei Sistemi Agricoli.

Dove ospitare una gamma così ampia di percorsi accademici? Dove trovare spazi capienti per accogliere aule dotate di cattedre e tavoli di studio? Senza dimenticare i laboratori, le biblioteche…

Alcuni corsi hanno trovato già da tempo la collocazione nell’area dell’ex San Lazzaro; altri sono stanziali nell’ex caserma Zucchi di viale Allegri, dove si trovano anche la direzione e l’ufficio del pro-rettore; altri infine traslocheranno nell’ex Seminario diocesano di viale Timavo appena ristrutturato.

Per il momento tutto è però vuoto e avvolto nel silenzio; solo fra 21 giorni si spera di poter nuovamente sentire le voci di tanti studenti, molti dei quali arrivano da varie parti d’Italia ma anche da diversi Paesi di oltre confine. Negli ultimi tempi il loro numero è cresciuto mediamente di quasi 2.000 unità all’anno. Tutti assicurano che, per apprendere meglio, conviene seguire di persona le lezioni. Non resta che sperare nella data dell’8 marzo. —

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