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Hanno visto la morte in faccia travolti da una valanga sul Cusna

Una imponente macchina dei soccorsi salva la vita a tre scialpinisti sorpresi dal distacco di neve a Coste delle Veline

VILLA MINOZZO. Si è conclusa con un fuori programma al cardiopalma ieri mattina un’escursione sul Cusna per tre scialpinisti. Sono stati travolti da una valanga, distaccatasi dal versante in zona Costa delle Veline. Imponente la macchina dei soccorsi che si è mobilitata per trarli in salvo.

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Dopo alcune ore, e con non poche difficoltà, sono stati tutti e tre raggiunti e portati a valle, seppure in tempi diversi. Tutti, per fortuna, usciti illesi da questa pericolosissima disavventura. Il bilancio poteva essere ben peggiore, come purtroppo è accaduto nelle stesse ore sul Monte Giovo, in una giornata di sole seguita a una nottata che aveva portato altra neve fresca a ricoprire lo spesso strato ghiacciato accumulato in settimane di intense precipitazioni, come non se ne vedevano da anni. E proprio la neve soffice e fresca è stata per la piccola comitiva di grandissimo pericolo, ma al contempo anche una salvezza.

Valanga sul Cusna, tre escursionisti in salvo



Non ha costituito, infatti, un grosso problema farsi largo per estrarre i travolti. In particolare sono stati gli stessi escursionisti a liberare uno dei compagni sepolto sotto due metri di neve. Uno dei maggiori ostacoli per i soccorritori è stato invece raggiungere in sicurezza i tre, vista l’area dove si trovavano al momento della valanga: fuori dal bosco e su una parete scoscesa, e nel minore tempo possibile. Per questo si è alzato in volo anche l’elicottero che però ha dovuto fare rientro per il forte vento: un altro problema, quello delle condizioni meteo, che ha gravato e non poco sul lavoro dei soccorritori.



Prima il vento, che ha impedito all’elicottero di intervenire con l’impiego del verricello, poi la nebbia che ha reso ancora più difficile prima raggiungere i tre e poi le successive operazioni di bonifica necessarie per accertare che non vi fossero altre persone coinvolte. Per fortuna, alla fine, si è appurato che i tre scialpinisti erano gli unici presenti in quel momento sul versante teatro della valanga.

L’allarme dalla zona Costa delle Veline, a un’altitudine di circa 1900 metri, è scattato un quarto d’ora dopo mezzogiorno. A lanciarlo è stato uno dei tre escursionisti, come gli altri proveniente dal Modenese. Si tratta di un 40enne di Soliera, di un 31enne e un 35enne di Modena.



Con l’uso dell’applicazione GeoResQ, un servizio di geolocalizzazione gestito dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, lo scialpinista è riuscito a segnalare la propria posizione. Ma i contatti telefonici sono stati fin da subito molto difficoltosi. A intervenire gli uomini del Soccorso alpino, il 118 con le ambulanze della Croce Verde e l’automedica di Castelnovo Monti, oltre all’elisoccorso, i carabinieri di Villa Minozzo e di Collagna e i vigili del fuoco con mezzi speciali per percorrere la neve e cani per le ricerche.

Non potendo intervenire l’elicottero, si sono incamminate a piedi le squadre del Saer. I soccorritori hanno raggiunto così prima uno degli escursionisti, rimasto seppellito da due metri di neve, ma tirato fuori dai suoi compagni grazie al kit costituito da Artva, pala e sonda, di cui erano correttamente dotati.

Gli altri due sono invece stati avvicinati in un secondo momento e più in alto rispetto al primo. A tradire anche loro, la fitta nebbia.

Non è ancora del tutto chiara la dinamica dell’accaduto ma pare che, dopo il primo distacco di neve, un fronte molto ampio che ha travolto il primo componente della comitiva, ce ne sia stato un secondo che ha travolto gli altri due. Questi ultimi, dopo essere riusciti a loro volta a liberarsi, hanno cercato di allontanarsi, ma hanno finito per perdere l’orientamento. I soccorritori li hanno trovati parecchio spostati rispetto al luogo del primo distacco.

Raggiunti, li hanno poi riportati a valle, dove il terzo scialpinista era già stato accompagnato. Tutti quanti sono risultati in buone condizioni e apparentemente illesi. Sono stati sottoposti comunque ad accertamenti medici, mentre in montagna continuava la mobilitazione su diversi fronti di emergenza che hanno tenuto impegnati i soccorritori per tutta la giornata e fino a sera inoltrata.