Un sit-in per dire basta alla via Emilia killer

Reggio Emilia, l’appuntamento di sabato prossimo davanti al municipio organizzato dai residenti nelle frazioni di Cella, Cadè e Gaida 

REGGIO EMILIA. Una manifestazione indetta per sabato prossimo, 20 febbraio, alle 10.30 in piazza Prampolini, per accendere i fari sulla questione irrisolta – da decenni -– della sicurezza stradale nelle frazioni di Cella, Cadè e Gaida. Promotori del sit-in l’associazione Mattone su Mattone e la costituente assemblea cittadina delle tre fazioni, che in questi mesi si è riunita per focalizzare le richieste da presentare non solo al Comune ma anche alla Provincia: in primis, la realizzazione della tangenziale Nord in toto, non solo fino alla rotonda davanti all’ex Marabù.

Il comitato ha iniziato a coalizzarsi sulla scia di una tragedia del 4 dicembre dello scorso anno: la morte a soli 12 anni di Youness Lakhdar, il marocchino residente a Cavriago falciato da un furgone mentre camminava di ritorno dalla scuola. In memoria del piccolo e delle numerose vite perse (simboleggiate da nastri rossi tuttora visibili) sulla via Emilia killer, l’8 dicembre Mattone su Mattone aveva organizzato una manifestazione nella piazzetta sotto il sovrappasso “ecomostro” di Cella, alla presenza dei genitori di Youness. Il 23 gennaio l’associazione aveva poi promosso una raccolta firme. «Abbiamo avuto una buona risposta, in meno di quindici giorni sono state raggiunte oltre duemila firme – racconta Maria Cristina Guarnieri, vicepresidente di Mattone su Mattone –. La petizione sarà consegnata venerdì 19 febbraio in Prefettura». Nel frattempo, però, il dialogo con il Comune di Reggio Emilia è proseguito a rilento.

«Speravamo di essere convocati con maggiore celerità dall’amministrazione, che dopo essere stata sollecitata ha fissato un incontro a marzo – prosegue Guarnieri –. La nostra sensazione è che non ci sia davvero la volontà, da parte del Comune, di coinvolgere la cittadinanza, ma piuttosto di comunicare scelte già decise: e a noi non sta bene». Da qui la decisione del comitato di recarsi fisicamente davanti al municipio, anche perché «nel frattempo gli incidenti proseguono: l’altro giorno si è verificato un frontale, per puro caso con feriti lievi, all’altezza della gelateria Nona Strada». La vicepresidente elenca i numerosi motivi della chiamata alla mobilitazione da parte del comitato.

«Manifestiamo per rivendicare maggior voce in capitolo ai residenti, perché il tema sicurezza della via Emilia diventi prioritario, perché Comune e Provincia sposino la causa della realizzazione completa della tangenziale Nord: sono stati avviati i lavori del primo troncone, ma manca la parte di progettazione del secondo troncone, per il quale lo studio di fattibilità risalente alla giunta Delrio è rimasto in un cassetto. A marzo cambierà il consiglio provinciale. Sarebbe auspicabile che gli enti locali si parlassero tra di loro: ci sarebbero più chance di riuscita. Sappiamo di parlare a nome delle tante persone che hanno firmato la petizione nelle nostre comunità. Invitiamo i cittadini a partecipare numerosi». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA