Muore a 79 anni l’ambientalista Aldrovandi

Gianfranco Aldrovandi, l’ambientalista guastallese, durante una delle sue ultime manifestazioni di protesta

Guastalla, un’ischemia cerebrale l’ha colpito una settimana fa. Era a casa da solo, è stato trovato il giorno dopo in stato confusionale

GUASTALLA. Si è spenta, dopo una breve malattia, l’anima ambientalista di Guastalla. Gianfranco Aldrovandi, 79 anni, è morto nella tarda mattinata di ieri all'ospedale di Guastalla in seguito a una grave ischemia che l’aveva colpito una settimana fa nella sua abitazione di via Alberini. Il pensionato si è sentito male nel corso della notte. L’emorragia cerebrale, piuttosto estesa, non gli ha permesso di chiedere aiuto. È stato trovato il mattino successivo, in stato confusionale. Troppe le ore in cui è rimasto da solo, per cui il cervello ha subìto gravi danni. Dopo il ricovero in ospedale, il 79enne non ha più dato segni di miglioramento, fino al decesso. I funerali non sono ancora stati fissati. La salma è custodita all’obitorio di Guastalla. Nella tarda mattinata di oggi le onoranze funebri Veronesi e Pederzoli sapranno dai familiari la data delle esequie.

Gianfranco Aldrovandi ha svolto attività politica e ha condotto tante battaglie civili a favore del divorzio, contro la guerra, le centrali nucleari, le trivellazioni, l’elettrosmog. Recentemente si era molto impegnato per la riapertura dell’oratorio di Pieve, con tanto di raccolta di firme che gli è pure costata una denuncia.Fino al 1974 è stato attivista nella Democrazia Cristiana. Quando è iniziata la battaglia del partito radicale sul divorzio, si è avvicinato anche al movimento di Marco Pannella. Ma il suo impegno maggiore è stato quello per la difesa dell’ambiente, tanto da fondare, a fine anni '70, il “Collettivo nonviolento Uomo e Ambiente”, con il quale ha condotto la battaglia contro la centrale nucleare che avrebbe dovuto nascere nel Viadanese. Ha abbracciato anche il movimento dei Verdi ed è stato eletto consigliere comunale nel periodo 1990-95.


Aldrovandi, in questi ultimi anni, si è occupato del ponte sul Po tra Guastalla e Dosolo per la realizzazione di ciclabili, e anche di elettrosmog, contro l’installazione di antenne di telefonia mobile prima 4G e successivamente 5G, per la quale aveva preso parte ad una manifestazione di protesta a Roma. La sua ultima battaglia l’ha iniziata a maggio 2020 subito dopo la chiusura dell’oratorio di Pieve da parte del vescovo Camisasca. Si era speso molto tra banchetti improvvisati e raccolte di firme, culminate poi in una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale.

«Per ironia della sorte – dice l’amico Giuseppe Caleffi di Gualtieri, che ha condiviso con Aldrovandi tante battaglie civili – pochi giorni prima del suo malore gli avevo consigliato, dato che viveva solo, di acquistare un dispositivo salvavita. Così, nel caso avesse avuto bisogno di aiuto, l’avrebbe potuto usare. Gianfranco era un vulcano di iniziative. Aveva perso un figlio per una malattia incurabile, ma della sua vita privata parlava poco. Ricordo il suo impegno, assieme al dottor Franzini, per il piazzale delle poste che voleva, sì, fosse abbellito ma senza altre costruzioni. Gianfranco ha sempre sfidato il mondo e non aveva paura di nessuno, perché era uno spirito libero».

Struggente il ricordo del dottor Massimo Comunale, suo medico curante: «Era un ambientalista. Non c’era battaglia che non lo vedesse protagonista. Un uomo generosissimo, difficile, con cui non era sempre possibile avere rapporti. Senza di lui non ci sarebbero state battaglie ambientali dove metteva tutto sé stesso. Ci mancherà, e mancherà a tutta la comunità».
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