«Mio figlio multato su un autobus Seta senza obliteratrice né altre indicazioni»

Correggio, la protesta del padre di un 14enne: «Aveva il suo biglietto ma come poteva timbrarlo?». L’azienda si scusa: «Ci contatti»

CORREGGIO. Uscito da scuola a Correggio, uno strudente 14enne ha preso l’autobus per Bagnolo, regolarmente munito di biglietto. Ma vista l’assenza della macchina obliteratrice sul mezzo, e in mancanza di indicazioni su cosa fare, ha continuato la corsa senza fare nulla. Poco dopo, però, sono saliti a bordo i controllori, che hanno rifilato a lui e ai suoi compagni di classe una multa da 67 euro a testa.

Una vicenda che ha scatenato l’indignazione del padre del 14enne, papà che manterremo anonimo come forma di tutela per il minorenne.


«Abitualmente, visto il periodo Covid, lo portiamo a scuola o io o la madre in auto – racconta il padre – e quando si sposta da solo gli compriamo il biglietto dell’autobus».

E così è successo anche mercoledì quando, uscito dall’Einaudi, lo studente ha preso il bus Seta 967 alle 14.10. «Sul mezzo però – prosegue l’uomo – mancava la macchina per obliterare il biglietto. Non solo: non erano presenti neanche avvisi scritti su cosa fare per convalidarlo in altro modo». Tuttavia, quando all’altezza di Canolo sono saliti i controllori, «hanno multato lo stesso mio figlio e un altro gruppo di sei suoi amici, tutti con biglietto che non avevano potuto timbrare. Hanno detto agli studenti che sull’autobus avrebbe dovuto esserci un foglio appeso che avvisa, in mancanza di obliteratrice, di barrare il ticket e scrivere a penna l’orario; foglio che evidentemente era stato staccato da qualcuno».

Ma i ragazzi, continua il papà, «secondo i controllori lo avrebbero comunque dovuto sapere perché “da qualche parte erano sicuramente spiegate le istruzioni”. Mio figlio e i suoi amici hanno preso 67 euro di multa a testa per una mancanza di Seta: non era appeso il cartello con le indicazioni, e il conducente non si è minimamente curato del fatto che non ci fosse». Insomma, conclude il genitore, «è una follia. Chi non ha il biglietto è giusto che paghi e, anzi, io lo farei anche scendere. E se fosse stata colpa di mio figlio, me la sarei presa con lui. Ma chi ha il titolo di viaggio e non può timbrarlo, come fa? Gli utenti non possono essere obbligati a sapere le procedure, Seta deve informare correttamente».

Una mancanza ammessa ieri dalla stessa azienda di trasporti che, interpellata dalla Gazzetta in merito a questa vicenda, ha chiarito: «Il regolamento sul trasporto deve essere obbligatoriamente appeso dentro l’autobus, le informazioni reperibili online sono un supplemento integrativo ma non sostitutivo. Invitiamo il cittadino a sporgere reclamo e contattarci nuovamente per far valere i suoi diritti. Prenderemo in considerazione la sua segnalazione e faremo le dovute indagini. E, se ha ragione, stralceremo la multa». Ma le intenzioni del papà sembrano diverse: «Il ricorso secondo il loro regolamento va fatto... sempre a loro. Io andrò dal giudice di pace, poco ma sicuro».