Il Mercato coperto stuzzica le associazioni: «Speriamo aiuti il rilancio del commercio»

Reggio Emilia, Confesercenti e Confcommercio concordi: «Il progetto è un’opportunità per tutti». Ma avvertono sul rischio “doppioni”

REGGIO EMILIA. L’idea stuzzica. Anche se restano in attesa di capire meglio in che modo si concretizzerà il progetto. La speranza? Che si possa rilanciare ulteriormente l’intero centro storico, dando così fiato ai commercianti e alle attività che si trovano all’interno dell’esagono.

È questa la reazione delle associazioni di categoria di fronte all’operazione di recupero del mercato coperto in via Emilia San Pietro: una svolta per la grande galleria liberty che ospita Ovs, che giunge dopo due anni di gestazione grazie a un accordo perfezionato che prevede il passaggio del 70% della Galleria srl – che ha gli spazi in concessione fino al 2050 – a Rei srl, vale a dire Real Estate Italia Consulting, attraverso il coinvolgimento di ex dipendenti Coopsette.


Massimo riserbo da parte dei diretti interessati sui dettagli dell’operazione, che potrebbe importare anche a Reggio modelli simili all’Albinelli di Modena o al Mercato delle Erbe di Bologna, puntando forte sulle eccellenze enogastronomiche reggiane ed emiliane. Un’idea che stuzzica sia Confesercenti che Confcommercio, le due associazioni di categoria del commercio, che restano in attesa di vedere gli sviluppi dell’operazione.

«Si tratta di un contenitore strategico importante – commenta Roger Ganassi, presidente di Confesercenti Reggio Emilia – che ora potrebbe diventare l’attrattore che qualcuno sperava da tempo. Per quanto mi riguarda, il fatto che qualcuno investa in centro su progetti che abbiano capacità attrattiva rappresenta un fattore molto interessante. Bisognerà capire cosa si farà effettivamente, ma un investimento di questo tipo è da seguire con molta attenzione».

Secondo Ganassi, non c’è il rischio che si crei eccessiva concorrenza con le altre attività presenti nell’esagono: «Un progetto forte porterà benefici in termini di presenze in centro anche per le aree limitrofe, un po’ come avviene nei modelli outlet, dove i negozi monomarca sono l’uno di fianco all’altro e non patiscono concorrenza fra di loro proprio grazie alla grande affluenza. Serve però un progetto di qualità che abbia forza di attrazione aggiuntiva rispetto a ciò che il centro offre anche in termini di somministrazione, visto che in centro ci sono già tante realtà interessanti tali da renderlo per i reggiani la meta principale delle serate».

Punto di vista simile anche per Davide Massarini, presidente di Confcommercio di Reggio: «Molto dipenderà da come verrà gestito e da cosa ci verrà dentro – afferma – ma di certo il progetto diventa un’opportunità di rilancio per il centro». Per Massarini, «se verrà realizzato qualcosa di bello, senza doppioni e con nuove aperture di qualità, la ricaduta sarà positiva per tutti. Ci sono esempi come Modena e Bologna, dove i mercati coperti sono diventati un elemento di attrattività. Certamente non siamo contrari che si prenda mano questa situazione e ci auguriamo che sia realizzato qualcosa che faccia del bene per il rilancio del centro storico tutto». —

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