Spari al Foscato: caccia all’automobilista. Ha seminato il panico con una scacciacani

Reggio Emilia, un esperto ha verificato l’origine dei quattro bossoli trovati a terra in via Fano. La questura alla ricerca della macchina

REGGIO EMILIA. I bossoli sono quelli di una scacciacani. È questa la prima certezza venuta a galla dall’indagine con la quale la Questura di Reggio Emilia punta a svelare l’identità dell’uomo che sabato pomeriggio ha esploso quattro colpi di pistola dal finestrino di un’auto in via Fano. Un episodio che ha scosso non poco residenti e passanti che si trovavano alle porte del quartiere del Foscato, dove sabato alle 15 hanno udito distintamente i colpi esplosi da un uomo alla guida di un’auto scura, che si è allontanata senza che nessuno sia riuscito a prendere nota però della targa.



I quattro bossoli, trovati a terra dagli agenti della questura di Reggio, sono già stati sottoposti all’esame di un esperto di armi, che ha fugato i dubbi residui sulla loro origine. Si tratta di colpi a salve, sparati quindi con una scacciacani, arma che viene venduta senza restrizioni. Fatto che non allevia però l’intensità delle indagini, affidate alla Squadra mobile di Reggio, che ha vagliato i filmati della videosorveglianza, cercando di incrociare l’orario dell’episodio con il passaggio delle auto ai varchi della zona, inquadrati dalle telecamere.

A offrire un’indicazione certa dovrebbe essere il video ripreso dal tabaccaio che si trova in zona, dove a poca distanza è avvenuto l’episodio avvistato da una testimone, una passante di 30 anni che alle 15.15 ha avvisato con una chiamata il 113. Sul posto sono arrivate tre pattuglie della Questura, che hanno transennato il tratto sul quale sono stati individuati i bossoli, nella laterale di via Gorizia che è rimasta presidiata fino all’arrivo della Scientifica. Gli agenti hanno delimitato il tratto di strada compreso tra il civico 1 e il 4, davanti a un’abitazione privata che è anche la sede, nel cortile interno, dell’Emporio del Cioccolato, mentre dall’altra parte si trova la pizzeria Piccola Venere (chiusa) e il viottolo ex sede di Casamatti.

Grazie al racconto dell’unica testimone oculare sono partiti i primi accertamenti. La donna ha visto il guidatore dell’auto di grossa cilindrata sporgere fuori il braccio dal finestrino, per poi esplodere i quattro colpi in aria, proseguendo la marcia dopo aver rallentato molto la corsa per sparare.

Non è ancora chiaro se si tratti di una bravata o di un avvertimento. Certo è che la vicenda è stata presa con la massima serietà dalle forze dell’ordine, che per ora non si sbilanciano. Per ora c’è la concordanza dei racconti da parte dei testimoni indiretti, che hanno sentito i colpi. C’è chi li ha scambiati per botti simili a quelli di Capodanno. Chi si è affacciato ha però capito che poteva trattarsi di qualcosa di più di un semplice mortaretto, visto l’arrivo massiccio di agenti che si sono precipitati in via Fano subito dopo la telefonata circostanziata della testimone oculare che non ha lasciato dubbi. —

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