Sessanta pietre miliari sulla Via del Volto Santo

Le ha realizzate l’artigiano vettese Daniele Ruffini. Vasirani: «È una svolta per l’Appennino da camminare»

TOANO. Procedono i lavori per segnare la Via matildica del Volto Santo, che collega Mantova a Lucca passando per i territorio reggiano. Sono stati posizionati i primi cippi di segnalazione della via, un progetto sul quale si lavora ormai da cinque anni, che ora si arricchisce di una speciale e antica segnaletica che sembra ispirarsi all’esperienza di Santiago di Compostela. Oltre all’Emilia, la via proseguirà anche nelle altre regioni coinvolte. Nel territorio dell’Appennino reggiano, lungo la Via del Volto Santo ci sono da pochi giorni piccoli blocchi di arenaria posti nel terreno, proprio come usava un tempo con le pietre miliari.

Nessun cartello di ferro o plastica è stato utilizzato. L’arenaria dà il senso di questa realizzazione in progress, un cammino storico religioso di un progetto che ha per capofila il Parco nazionale e la Riserva di biosfera dell’Appennino tosco-emiliano – di cui è uno dei 70 progetti – ed è finanziato dal Por-Fesr Emilia-Romagna. Prima e dopo la posa di queste pietre ci sono stati e ci saranno convegni, incontri, riconoscimenti ministeriali, pubblicazioni, azioni specifiche, App e altro ancora. C’è soprattutto un convergere di collaborazioni tra soggetti pubblici e privati, gente che cammina e qualche esercizio che si sta predisponendo a ricevere turisti e pellegrini, ad esempio a Marola, Carpineti, Sarzano, Massa di Toano.


«I progetti dell’Action plan del Mab Appennino stanno trovando attuazione – spiega Mariagrazia Vasirani, dell’associazione “Il Melograno”, impegnata sul fronte della valorizzazione storica e culturale del territorio – e questo è uno dei principali. Ora i camminatori rilanciano le foto di questi cippi e ne discutono nei loro forum. È un cambiamento epocale sul fronte della percezione del territorio appenninico da camminare. Queste pietre miliari sono infisse nel terreno e impreziosiscono la rete dei sentieri in un’ottica storico-religiosa».

La Via del Volto Santo è già nell’Atlante nazionale dei Cammini storici. Sono 60 i cippi – con il logo della Via – posati dalla Cofar nel Reggiano: uno ogni chilometro tra i vari Comuni che, col Parco, hanno cofinanziato l’opera: Canossa, Casina, Carpineti, Toano e Villa Minozzo. Nel Vettese, dove c’era una florida tradizione dei piciarìn, gli intagliatori del sasso locale, sono stati realizzati a mano in oltre un mese di lavoro dal giovane artigiano Daniele Ruffini. I cippi sono alti 130 centimetri, compresa la parte da interrare. Lo stesso Ruffini ha realizzato le due “ciclopiche” stele di due metri di altezza, bifacciali, con riprodotto anche il labirinto circolare posto all’entrata del duomo di Lucca, simbolo del pellegrinaggio del Volto Santo. Ognuna pesa 2.600 chili. —

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