Promette di lavorare per ripagare 55 furti: condanna "dimezzata" al ladro dei record

Rischiano 10 anni ma nel frattempo rimborsano le vittime Uno degli imputati potrà uscire per guadagnare e restituire

REGGIO EMILIA. Potrà uscire dagli arresti domiciliari per andare a lavorare, guadagnando così i soldi da restituire alle vittime dei suoi furti. È la particolare sentenza emessa ieri dal tribunale di Reggio, che ha visto alla sbarra in realtà due uomini che hanno messo a segno qualcosa come 55 furti in appena venti giorni, a ritmo anche di cinque colpi al giorno. Un triste record per le vittime, che ha portato agli onori delle cronache i due ladri incalliti, per i quali ieri la procura di Reggio ha chiesto una condanna esemplare a 10 anni e 8 mesi di carcere in abbreviato. Una sentenza che poteva sembrare inesorabile, vista la mole dei furti messi a segno da Mario Kishta, albanese di 21 anni residente in provincia di Cremona ma che gravitava su Reggio Emilia, e da Isuf Fisti, connazionale 32enne senza fissa dimora, soprannominati la “banda di Natale”.



I due, invece, ha ricevuto una condanna dimezzata rispetto alle richieste (5 anni e 8 mesi per il primo e 5 anni e 2 mesi per il secondo) perché hanno già rimborsato parte delle vittime. Di più: Kishta, incensurato finito ai domiciliari dopo un primo periodo in prigione, potrà continuare a lavorare nonostante la condanna. Il giudice per l’indagine preliminare, Andrea Rat, ha infatti valutato positivamente il comportamento processuale dei due, autorizzando per Kishta la possibilità di uscire di casa per guadagnarsi i soldi necessari per rimborsare le tantissime vittime dei furti, come si è ripromesso di fare con il suo avvocato, Federico De Belvis, legale di entrambi gli imputati.

Kishta e Fisti non si sono impegnati a ripagare solo la donna di Bibbiano, unica parte offesa costituitasi parte civile al processo, ma anche quelli che sono rimasti fuori dal procedimento giudiziario. Un ravvedimento giudicato positivo dal giudice, che obbliga quindi l’imputato a proseguire il lavoro attuale come domestico, che effettua in una struttura comunale a Pistoia. Fisti, invece, resta in carcere essendo già ricercato per una precedente condanna a 5 anni che deve ora scontare.

L’indagine era partita il 17 dicembre 2019, quando le telecamere comunali di Rubiera avevano registrato il passaggio di una Ford Kuga, rubata in una casa di Sant’Ilario tre giorni prima e usata poi per gli altri furti. Solo in quel giorno, ad esempio, erano poi andati a Rubiera, dove avevano forzato la porta finestra del balcone di una casa in via Aristotele, senza però trovare nulla. Al civico accanto hanno forzato la porta finestra della cucina trovando poi gioielli in oro, 70 euro, un cellulare e due chiavi d’auto. Tutto sparito. Poi sono entrati nell’appartamento accanto, rubando due orologi e due orecchini d’oro. Infine, a Reggio, erano entrati in una casa di via degli Azzarri dalla finestra del bagno rubando orecchini d’oro e nove orologi. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA