Omicidio di Liliana Stefanatto: sotto shock due comunità

Increduli amici e conoscenti qui e in Sud America. Il sindaco: «Profondo dolore». La funzionaria di Santa Maria: «La violenza di genere è una pandemia invisibile»

CANOSSA. Due comunità, agli antipodi, sotto shock per l’assassinio di Liliana Beatriz Stefanatto e, senza parole anche solo per immaginare il dramma di una famiglia colpita da due eventi tanto tragici nel giro di meno di due mesi: la morte di Andrea Grizzi, 21 anni, a causa di un incidente in moto il 13 dicembre scorso in paese, e l’omicidio della madre 54enne a Villa Maria, distretto della provincia argentina di Cordoba. La donna solo poco tempo fa aveva deciso di rientrare nel suo paese dopo tanti anni vissuti a Canossa, dove si era sposata e aveva avuto due figli.

A piangerli ora restano Linda, primogenita della Stefanatto e sorella maggiore di Andrea, e Vittorio, l’ex marito e padre dei suoi ragazzi. Ma non solo. Tutta la comunità si stringe alla famiglia due volte provata dalla tragedia.


A Canossa è il sindaco Luca Bolondi a esprimere il pensiero unanime del paese: «Siamo vicini ai Grizzi. Il sentimento che tutti noi proviamo è di incredulità e profondo dolore. Siamo rimasti allucinati da quanto successo: prima Andrea e poi, dopo 50 giorni, la signora Stefanatto... Avevo conosciuto entrambi. Sono, siamo senza parole di fronte a questa impressionante concatenazione di eventi. Non credo ci sia niente di peggio. Cerchiamo la figlia di Liliana, Linda, per esprimerle ancora la nostra assoluta vicinanza».

La ragazza, che vive a Canossa con il padre ed ex marito della Stefanatto, Vittorio, ora chiede giustizia e che sia rapida per l’assassino della madre: lo ha ribadito anche a Radio Ya!, una trasmissione radiofonica argentina, parlando un perfetto spagnolo. A 24 anni è già a sua volta mamma di una bimba di 3. La sua vita è sconvolta per sempre. A cercare di alleviare la sua sofferenza c’è anche il compagno reggiano, padre della bambina.

Da Reggio e dall’Argentina continuano ad arrivarle messaggi di vicinanza e cordoglio: «Ancora non riesco a crederci, ti sono vicina – scrive tra i tanti sul profilo Facebook di Linda una conoscente di Santa Maria –. Tua madre era una donna da me molto apprezzata, facevamo lunghe chiacchierate. Siamo tutti scioccati da quello che è successo, ti mando un abbraccio da lontano. Forza per te e tuo padre».

Il delitto in Argentina ha animato subito il dibattito su un fenomeno dai numeri sconvolgenti in quel paese, il femminicidio; la Stefanatto è stata la prima vittima di quest’anno a Santa Maria, ma a Cordoba in queste prime settimane del 2021 le donne ammazzate sono già cinque, 26 in tutta l’Argentina nel solo mese di gennaio.

«La violenza di genere è la pandemia invisibile. È necessario ripensare la legge. Che la giustizia sia democratizzata. È necessario che la giustizia abbia una prospettiva di genere», ha denunciato, sempre a Radio Ya! Melina Mosquera, sottosegretario di genere e diversità di Cordoba.

Intanto sul fronte delle indagini si cerca ancora l’arma, una mazza, forse un martello, con il quale è stata assassinata la Stefanatto, trovata riversa sul pavimento della cucina con una ferita alla testa, lunedì sera. Poche ore dopo la polizia di Cordoba era già nell’appartamento del sospettato, il 45enne Ignazio Emilio Aldeco, già denunciato dalla donna per violenza di genere. L’uomo è ora in carcere. Sarà ascoltato dagli inquirenti la prossima settimana. —

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