Dati alle fiamme due mezzi in stazione

I vigili del fuoco intervenuti alle 23,30 di mercoledì. Il sindaco: «Prendiamo le distanze dall’illegalità». Indagini in corso

SANT’ILARIO. Un gesto intimidatorio o un “semplice” vandalismo, ma la reazione immediata delle istituzioni locali, con le dichiarazioni del sindaco Carlo Perucchetti, sembra far propendere per la prima ipotesi.

È quanto è andato in scena nella tarda serata di mercoledì nell’area della stazione ferroviaria della linea, a Sant’Ilario.


Un incendio divampato nei pressi dei binari ha mobilitato i vigili del fuoco del vicino distaccamento. A bruciare sono stati due mezzi d’opera di un’azienda che si occupa della manutenzione della linea ferroviaria.

L’allarme è scattato alle 23,30. Al lavoro una squadra del 115 di Sant’Ilario che ha estinto il rogo e riportato in sicurezza l’area. L’intervento per spegnere l’incendio, di fatto, si è concluso in poco tempo e non ha dato particolari problemi.

Ma le successive valutazioni fatte dagli uomini del 115 hanno fatto balzare sulla sedia le autorità locali. Un atto doloso, di cui per ora si ignorano le motivazioni, sarebbe alla base del rogo.

Subito dopo averne ricevuto notizia ieri il sindaco di Sant’Ilario Carlo Perucchetti ha dichiarato: «In attesa di avere maggiori informazioni in merito all’accaduto, l’amministrazione di Sant’Ilario conferma tutto l’appoggio alle forze dell’ordine che stanno indagando sull’incendio alla stazione e conferma la netta presa di posizione del Comune contro l’illegalità, come sempre abbiamo dimostrato nella nostra azione di governo».

Sulle motivazioni di tali dichiarazioni il primo cittadino non vuole addentrarsi. «L’incendio è di natura dolosa, fatto di per sé già molto grave. Dell’episodio si stanno ora occupando gli agenti della polizia ferroviaria. Fino a che non avrò ulteriori aggiornamenti non ho altri elementi da aggiungere».

Di fatto l’episodio è molto grave e non può non destare preoccupazione in un territorio, come quello reggiano, che ha scoperto di avere molto più di qualche nervo scoperto e “sensibile” a fenomeni di criminalità mafiosa. E come gli incendi dolosi vengano usati da certo filone criminale è noto.

Diventa dunque necessario fare subito il più possibile chiarezza su quanto avvenuto e sulle motivazioni che stanno dietro al gesto.

Dal “semplice” vandalismo all’atto criminale con scopo intimidatorio o ritorsivo, nulla può essere escluso né, per quanto possibile, lasciato all’indecisione. —

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