Goldoni in attesa di altre offerte: si tratta con Keestrak

L’azienda ha già fatto sapere che ci saranno 69 esuberi. I sindacati: «Impegno massimo per la soluzione migliore»

RIO SALICETO. «La trattativa è in una fase estremamente delicata. Sabato 30 gennaio scorso c’è stata un’assemblea partecipata e molto ricettiva. È chiaro che c’è grande preoccupazione tra i lavoratori e le lavoratrici ma da parte nostra, sia come Fim Cisl che come Fiom Cgil c'è la volontà di provare a fare di tutto affinché si creino le migliori condizioni per portare a termine questa trattativa». A parlare è Massimo Occhi della Fim Cisl Emilia Centrale, che con Angelo Dalle Ave della Fiom Cgil sta seguendo la vicenda Goldoni.

Sono tre gli scenari possibili in questa fase: il fallimento, l’offerta d’acquisto della belga Keestrak, azienda fondata nel 1996, e una migliore offerta presentata al Tribunale di Modena.


L’ipotesi del fallimento è la più deleteria, perché significa che tutti i 179 lavoratori resterebbero a casa percependo l’indennità di preavviso e l’assegno di disoccupazione.

La seconda opzione, tutt’ora valida, è l’offerta d’acquisto della Keestrak a 4.5 milioni di euro, ben lontana dai 9.5 milioni fissati dal Tribunale il 28 gennaio scorso. C’è però tempo per ulteriori offerte, fino al 3 marzo prossimo, con apertura delle buste il 4 marzo.

Nelle trattative con la Keestrak si sta comunque ragionando sul trasferimento del personale nella nuova società, ma solo per 110 lavoratori. Il proprietario dell’azienda ha spiegato ai sindacati che per garantire il lavoro ai 110 operai, dovrà trasferire, momentaneamente, alcune produzioni che attualmente vengono svolte in Cina nello stabilimento di Ponzano Veneto.

Per quanto riguarda il personale in esubero, 69 persone, di cui 15-20 vicine ad acquisire il diritto alla pensione, la Goldoni si è dichiarata disponibile a ragionare di strumenti economici come incentivi all’esodo, di accompagnamento alla ricollocazione e di una possibile apertura per un anno di cassa integrazione straordinaria. I 69 lavoratori in esubero avrebbero poi il diritto di precedenza in caso di assunzioni a parità di mansioni. Inoltre, la nuova società ha chiesto la revisione di sette contratti individuali del personale apicale, la rivisitazione del premio di risultato e della “retribuzione aziendale” derivante dall’integrativo, collegandoli maggiormente alle performance aziendali di redditività, di rotazione del magazzino e riduzione dei costi operativi. Ha chiesto infine di adeguare le Rsu a quanto previsto dal contratto nazionale del lavoro, passando dagli attuali 7 componenti a 3.

Keestrack ha ribadito che l’offerta di acquisto ha validità fino al primo marzo, poiché una ripartenza oltre quella data pregiudicherebbe il reale rilancio dell’attività e rischierebbe di vanificare l’intero investimento.

Tutte le soluzioni devono essere perfezionate attraverso accordi collettivi e individuali entro e non oltre quella data, pena la decadenza dell’offerta.

L’ultimo scenario è quello del Tribunale di Modena, vale a dire che se qualche cordata di imprenditori o una società con almeno 80 dipendenti dovesse presentare un’offerta che non necessariamente deve essere uguale o superiore a quella fissata, potrebbe vincere il prezzo e aggiudicarsi l’asta.

Massimo Occhi della Fim Cisl auspica che ognuno degli attori in campo possa fare la propria parte «con responsabilità e fuori da tatticismi sterili», dice il sidacalista, per valorizzare e non farsi scappare l’opportunità, ad oggi unica, che eviterebbe il fallimento della Goldoni. —


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