Solo mille studenti hanno effettuato i tamponi gratuiti nelle farmacie

Tracciato un primo bilancio dell’iniziativa della Regione  Andrea Capelli, presidente di Fcr: «Non è stato un flop»

REGGIO EMILIA. Tamponi nasali rapidi e gratuiti in farmacia per studenti e loro familiari per la ricerca dell’antigene del Covid: in un mese nel Reggiano si sono presentati mille ragazzi, contro una popolazione scolastica (dai nidi alle superiori) di 81mila alunni, dei quali 22.500 alle superiori. Il presidente di Fcr Andrea Capelli respinge la definizione di flop, ma è evidente che la pioggia di prenotazioni prevista non è arrivata. È la seconda campagna di screening, volontaria e gratuita, voluta dalla Regione in convenzione con le farmacie.

La prima, che riguardava i test sierologici, era partita a settembre. Il 18 dicembre la Regione annunciava il secondo screening fino al 30 giugno 2021, rivolto ad alunni 0-18, studenti universitari e loro familiari (compresi i nonni anche se non conviventi), personale scolastico, personale degli enti di formazione e disabili: due milioni di cittadini potenzialmente interessati ad accertare l’eventuale positività prenotandosi online o tramite il numero verde 800-041477.


Per svolgere questo servizio Fcr ha reclutato infermieri dedicati e attivato quattro farmacie che hanno iniziato a gennaio: la centrale di piazza Prampolini, farmacia del Parco di via Pansa, Cella e Bagno.

Ma, se fino a dicembre l’attesa era di un mese, ora le richieste scarseggiano e il posto abbonda.

«Poiché abbiamo smaltito la fila dei sierologici, ad oggi la prenotazione viene evasa in due giorni – spiega il presidente Capelli –. Attualmente abbiamo una capacità di 300 tamponi a settimana. In questi giorni stiamo implementando con una casetta esterna e due infermieri, perciò la capacità salirà a 600 tamponi e siamo pronti a implementare con altre due farmacie».

La macchina regionale si è messa in moto, ma a causa dei tempi tecnici pare in perenne ritardo rispetto alle necessità. «Abbiamo avuto una discreta percentuale di annullamento delle prenotazioni. A settembre, quando sono partiti i sierologici, c’era stata la coda perché mancava l’offerta, mentre nei mesi seguenti le aziende e i privati si sono organizzati, perciò si è allentata la pressione sulle farmacie – osservato –. Lo screening per studenti e famiglie è di maggior respiro e durerà sei mesi».

I motivi di questa risposta tiepida? «Non ho risposte certe. Può essere che il sierologico con il pungidito veniva visto come poco invasivo e il test nasale no? Non è più una novità? Nel frattempo è scattata la corsa al vaccino? Ricordiamoci che chi ha schivato il Covid non finisce in farmacia, anche perché l’Ausl è efficiente nell’eseguire i tamponi quando si scoprono focolai in classe. La farmacia è un servizio collaterale e complementare rispetto all’Ausl, un’opportunità in più rispetto al privato, con la differenza che l’esito positivo confluisce nel fascicolo sanitario. Vorrei ricordare che il nostro servizio è riservato agli asintomatici: chi sta male deve rivolgersi al medico di base».

Con la premessa che «non c’è certezza statistica perché è impossibile sapere quanti familiari si riferiscono a un singolo studente, la maggior parte di coloro che si sono presentati erano figli con un genitore. Mille tamponi in un mese sono un buon risultato. E a giorni si aggiungeranno i privati».

Venerdì, infatti, la Regione ha annunciato la possibilità del tampone nasale rapido per chiunque al prezzo calmierato di 15 euro (contro i 40-60 euro di un laboratorio privato). Con la differenza che, se per gli studenti i test vengono pagati e forniti dalla Regione e la farmacia ci guadagna 10 euro, con il nuovo servizio sarà la farmacia ad approvvigionarsi in autonomia acquistando il tampone a 5 euro con i 10 euro a carico del cittadino. «Non siamo ancora pronti, il sistema informatico dev’essere aggiornato. Per precauzione stiamo fissando le prime prenotazioni alla prossima settimana. Ci tengo a sottolineare che con questa pandemia il farmacista è diventato un punto di riferimento per i servizi e per il sistema della salute pubblica e questo non può che farci piacere». —

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