Quattro Castella, per 6,60 euro di benzina usano 38 volte la carta «È l’effetto cashback»

Rifornimento a due auto, il titolare ci rimette: «Il bancomat mi costa 0.38 euro a operazione, più una percentuale»



QUATTRO CASTELLA. Per fare un rifornimento di benzina a due auto, per un totale di 6,60 euro, è stato usato ben 38 volte lo stesso bancomat. Quasi un record da Guinness dei primati.


A denunciarlo su Facebook – con un post che ha ricevuto oltre 200 visualizzazioni e più di 120 commenti, per lo più ironici – è stati il gestore della stazione Ip di Puianello, Alberto Morelli.

Venerdì, alla riapertura dopo la pausa pranzo, ha scoperto, controllando il registratore di cassa e le telecamere di sorveglianza, che due automobilisti, passandosi la tessera bancomat, avevano effettuato ben 38 rifornimenti di benzina per un totale di 6,60 euro, e cioè un rifornimento di 0,17 euro in media per volta. La sua spiegazione: «Questo è l’effetto perverso dell’entrata in vigore del cashback».

Una misura che prevede il rimborso del 10% per ogni transazione eseguita con uno strumento di pagamento elettronico, fino a un massimo di 150 euro restituiti.

Per poter partecipare però sono necessarie almeno 50 transazioni effettuate entro giugno 2021. Sempre dal primo gennaio 2021, senza alcun importo minimo di spesa, il regolamento prevede che sia possibile concorrere per il Super Cashback di 1.500 euro ogni sei mesi.

Potranno partecipare i primi 100.000 cittadini che nel semestre hanno totalizzato il maggior numero di transazioni con carte di credito, di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. E conta il numero di transazioni, non gli importi, per cui l’acquisto di un gioiello o di una lavatrice conta come quello di due gocce di benzina. Infine, per incentivare i cittadini a usare i pagamenti elettronici i è prevista anche una lotteria degli scontrini.

Il provvedimento introdotto dal governo per incentivare l’uso della moneta elettronica, che vede il nostro paese agli ultimi posti della classifica e combattere i pagamenti in nero, ha però, nella mente di qualche cittadino, effetti particolarmente perversi.

Come l’episodio raccontato da Morelli, che spiega divertito «di aver scoperto una quantità anomala di scontrini effettuati con una singola carta di pagamento».

«Mi sono preoccupato che non si trattasse di una truffa – spiega Morelli –. Perciò ho verificato anche con le telecamere di sorveglianza. Poi ho telefonato a diversi miei colleghi per capire se anche a loro era capitato qualcosa di simile, e alcuni mi hanno confermato che, con l’entrata in vigore del cashback, in qualche caso è accaduto di avere registrato un aumento anomalo di transazioni».

Un fenomeno che si sta diffondendo se, come conferma lo stesso Morelli, «anche sulla pagina Facebook creata da alcuni gestori di stazioni di servizio qualche segnalazione c’è già stata».

Fin qui la vicenda che non ha nulla di illegale, se non fosse che per i gestori questa pratica ha l’effetto di far lievitare i costi di gestione.

«Ogni tre mesi – conclude Alberto – riceviamo l’addebito dei costi per le commissioni bancarie. Il meccanismo, a seconda della carta utilizzata, ha costi diversi e prevede un costo fisso per ogni operazione, che nel caso del bancomat è di 38 centesimi, e una percentuale sull’importo».

Facendo due conti, Alberto Morelli non solo non ha guadagnato nulla, ma ci ha rimesso del suo. —

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