Via ai saldi, centro storico gremito di persone ma sono poche a fare acquisti

Reggio Emilia, tutti in “vasca” ma nessuna fila davanti ai negozi. Ma per qualcuno fare shopping è un gesto di speranza

REGGIO EMILIA. Un’atmosfera da “Sabato del villaggio”, anche perché le previsioni meteorologiche per l’indomani non facevano ben sperare. E così, vuoi per il sole e il cielo blu – che si è via via ingrigito con il passare delle ore –, vuoi per questa frenesia (leggi: istinto di sopravvivenza) di fare tutto quello che è consentito, finché effettivamente lo è, ieri il centro storico traboccava di persone. Tutte con la mascherina (anche per via del monitoraggio delle forze dell’ordine) ma tutte comunque insieme: la maggior parte in “vasca”, tanti nelle piazze – con i bambini a rincorrere i piccioni o a cavalcare i leoni –, parecchie in fila... per un caffè e una pasta, o un pezzo di erbazzone, da asporto.

Nonostante proprio ieri siano iniziati i saldi, infatti, non c’è stato alcun assalto ai negozi. Ed erano anche poche le persone a sfoggiare borse e borsine. «Non sapevo neanche che fossero iniziati – la confessione di Elena Tirelli – ma io sono un po’ atipica: non è che mi piaccia molto fare acquisti. Sono abituata ad andare per negozi quando ne ho bisogno, tipo acquisti compulsivi in una botta sola. Quest’anno ho approfittato delle vendite promozionali... casualmente».


Anche Carlotta Maccorin, che ha al braccio una grande sporta di plastica, non si è recata a Reggio per i saldi: «Avevo la seconda dose del vaccino e ne ho approfittato per fare un giretto in centro. Alla fine ho comprato giocattoli e colori per il mio bambino, ma spero di non dover passare molto tempo in casa». Non le era mai capitato di dimenticarsi dell’inizio dei saldi, ci ha detto: «Solitamente sono sempre venuta in centro a inizio gennaio e a luglio per sfruttare i saldi, quest’anno è stata una sorpresa. Ma devo dire che mi ha colpito vedere come tutto sia cambiato: anche se adesso è pieno di persone, non ho potuto non notare quanti negozi, soprattutto piccoli, abbiano chiuso. Mi dispiace molto».

Elisabetta Ferraris chiacchierava con la sua amica Gaia Catellani mentre tre borsine le ciondolavano dall’avambraccio: «Oggi non siamo venute in centro per i saldi, ma ne ho approfittato con gioia. Di solito sto attenta, metto da parte i soldi per fare acquisti in gennaio o in luglio... anche se spesso non trovo quello che mi piace».

Elisabetta è però una voce fuori dal coro: «So che questa pandemia ha spinto tanti a non acquistare ma su di me ha avuto l’effetto opposto: durante il lockdown ho deciso di rinnovare il mio guardaroba, ho buttato molti vestiti. In questi mesi sono rimasta in casa, ho pensato di più a me stessa, al mio modo di vestirmi e ho deciso di rivoluzionare l’armadio». «Non dovrei dirlo perché sono una commessa – ha sorriso l’amica Gaia – ma io invece appartengo alla “fazione della tuta”. Odio fare la fila e adesso bisogna farla anche solo per entrare nei negozi, non mi piace fare acquisti online perché voglio provarmi i vestiti, e poi... non si può uscire, non ci si può vedere. Sto usando i vestiti che ho accumulato negli anni... credo che tutti abbiamo armadi pieni di roba».

Per qualcuno, però, comprare abiti nuovi è stato un gesto di speranza. Un modo per guardare al domani, incrociando le dita perché possa essere un domani “normale”. «Non ho aspettato i saldi ma sono andata a fare acquisti durante la settimana – ha raccontato Federica Grasselli – quando ho potuto liberarmi dal lavoro. Mi è piaciuto entrare nei negozi, che erano anche abbastanza vuoti e per me è stato meglio così, e ho approfittato delle vendite promozionali. In questo momento in cui non possiamo fare nulla credo che i negozi diano modo di distrarsi: puoi gratificarti acquistando qualcosa per te, parli con qualcuno... Anche se adesso non succede quasi più, ho comprato abiti per il lavoro, da indossare in pubblico, quando si potrà». —

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