Reggio Emilia, la sede di Unimore in viale Allegri bersaglio dei vandali

L’università deserta per la pandemia è vittima di teppisti Rotta una sbarra di accesso, imbrattamento dei muri

Luigi Vinceti

REGGIO EMILIA. L’ex Caserma Zucchi di viale Allegri, sede reggiana di Unimore e luogo solitamente pieno di rumori e di allegria, oggi è vuota e cupa a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia. Spiccano solo le fasce di plastica che indicano i percorsi obbligati di ingresso e uscita, le porte sbarrate, aule e corridoi deserti e la presenza di qualche docente (di turno ieri anche il pro rettore Giovanni Verzellesi) impegnato a svolgere esami a distanza.


Ma se dentro è deserto, all’esterno è tutt’altra storia. L’area che circonda il polo universitario dispone di spazi che si prestano a momenti di incontro e svago e che purtroppo, in queste circostanze, sono stati scelti come luogo di assembramento da un gruppo di ragazzini.

Non è chiaro di chi si tratti, ma il guaio è che questi sgraditi ospiti si concedono urla e rumori che disturbano le abitazioni vicine e soprattutto si divertono a causare danni.

Il fenomeno non è nuovo e a patirne le conseguenze è stato questa volta il sistema che limita l’accesso delle auto del personale a un parcheggio riservato, collocato fra due edifici complementari con uffici e servizi tecnologici dell’ateneo.

Sono stati forzati i meccanismi che sollevano una sbarra e l’impianto è praticamente inservibile. Non sono mancati altri gesti vandalici, come la dispersione di oggetti e scritte di poco riguardo. Insomma, un segno che stona con il luogo dedicato alla formazione e alla crescita delle nuove generazioni.

Un’azione scorretta e sgradita che, a quanto pare, non è nuova nella zona che confina con il parco cittadino e con l’ampio parcheggio posto alle spalle della ex Caserma Zucchi, già in passato oggetto di altri vandalismi, aumentati anche in conseguenza del fatto che le lezioni sono con didattica a distanza.

Fortunatamente, a partire dal primo febbraio, le sedi accademiche dell’Emilia Romagna dovrebbero gradualmente riprendere le attività in presenza per il 50 per cento degli iscritti. Una decisione in tal senso è stata assunta nella recente conferenza Regione-università ma sarà probabilmente realizzabile solo in qualche ateneo e per specifici percorsi di studio.

Per Reggio si ipotizza una probabile ripresa ad inizio marzo. Nella prossima settimana partirà in ogni caso il secondo semestre e, in attesa del ritorno alla normalità, le sedute di laurea e le proclamazioni continueranno a svolgersi esclusivamente da remoto. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA