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Soldi e politica, l’ossigeno degli eletti per le casse del Pd

I conti della federazione provinciale di via Gandhi. Nel 2020 versati 109mila euro di donazioni. Anche sindaci e assessori fra i grandi assenti

REGGIO EMILIA. Ci sono grandi assenti. Ma ci sono anche alcuni ex consiglieri comunali o semplici militanti. E così alla fine il tesoretto tocca quota 109.235,65 euro, arrivati fino all’ultimo centesimo a dare ossigeno alle casse della federazione provinciale Pd di via Gandhi, da tempo ormai alle prese con i guai di Festarreggio, il crollo vertiginoso di iscritti e con una conseguente riduzione di risorse che negli ultimi due anni non ha mancato di seminare preoccupazioni per la stessa sopravvivenza territoriale del partito.

È questa la cifra complessiva raccolta nell’arco del 2020 dal Pd provinciale di Reggio grazie a un totale 115 contribuzioni raccolte a favore del partito. Numeri pubblicati sul sito della federazione di via Gandhi, in ottemperanza a quanto previsto dalla cosiddetta Spazzacorrotti, che impone ai partiti la pubblicazione dei «contributi in denaro complessivamente superiori nell’anno a euro 500 per soggetto erogatore».

Si tratta di versamenti volontari – quindi per legge non obbligatori – ma che per regolamento interno al Pd provinciale sono vincolanti per partecipare alla vita del partito negli organismi dirigenti e per essere eventualmente candidati. Nell’elenco non ci sono i consiglieri comunali di Reggio Emilia, che mensilmente versano il 10% del gettone senza raggiungere necessariamente la soglia dei 500 euro.


PARLAMENTARI

Complessivamente, dai suoi parlamentari reggiani, il Pd provinciale incassa in un anno poco più di 62mila euro. Il capogruppo Pd alla Camera, l’ex sindaco Graziano Delrio, sembra funzionare come un orologio svizzero: alla fine di ogni mese, fra il 28 o il 31, una donazione da 1.200 euro, arrivando a un totale di 14.400 euro. Avrà predisposto un giroconto automatizzato? Meglio di Delrio, tuttavia, fa la deputata Antonella Incerti. Per lei il totale alla fine tocca quota 20.800 euro: ogni mese 1.500 euro, con una punta a giugno, pari a 3.100 euro. Tredici le sue donazioni, sei in meno della senatrice Vanna Iori, che però a livello complessivo dona una cifra più bassa: 16.600, frutto di frequenti contributi fra i 400 e gli 800 euro, più uno da 3.000 euro. Il deputato Andrea Rossi è meno costante, ma alla fine arriva anche lui sopra i diecimila euro: 10.300 euro per l’esattezza, con sei donazioni fra 1.000 e 2.400 euro. I parlamentari versano quote dell’indennità anche al partito nazionale.

REGIONE

Cifre ovviamente più contenute per i consiglieri regionali eletti con il Pd. Da Ottavia Soncini, una donazione da 5.000 euro, al pari di quanto elargito da Roberta Mori. Entrambe sembrano aver optato per l’una tantum. Dall’ex segretario provinciale Andrea Costa le donazioni sono due, per un totale di 5.550 euro. Anche da parte dei tre consiglieri regionali reggiani sono stati inoltre disposti versamenti verso il Pd regionale.

CAPOLUOGO

E in Comune? Come si comportano sindaco e assessori del Pd? Fra i componenti della giunta Vecchi, non tutti provengono dal Partito Democratico. Carlotta Bonvicini, è stata ad esempio eletta con la lista Immagina Reggio, così come Maria Francesca Sidoli proviene da +Europa e Lanfranco De Franco è esponente di Mdp-Articolo 1. In giunta, fra i dem c’è il vicesindaco e assessore alla Rigenerazione Urbana, Alex Pratissoli: otto elargizioni. Pratissoli parte con un contributo di 1.000 euro, poi vira su sette donazioni da 100 euro, per un totale di 1.700 euro.

Otto elargizioni anche dall’assessore alla Legalità, Nicola Tria. Ma per lui il totale arriva a quota 1.200. Tria comincia con 500 euro a giugno, poi prosegue con altri sette contributi da 100 euro ciascuno. Otto anche le donazioni di Daniele Marchi, assessore al Bilancio. Per lui il totale dei contributi è di 1.800 euro, con una elargizione da 1.100 euro e le restanti da 100 euro. Per Raffaella Curioni, assessore all’Istruzione, una donazione secca: 600 euro a giugno. Quanto al sindaco, Luca Vecchi, ha versato 3.600 euro nel mese di giugno.

Dall’elenco pubblicato sul sito del Pd provinciale, mancano Annalisa Rabitti, assessore alla Cultura, e Valeria Montanari, ex assessore ai Quartieri, che si è dimessa nel maggio scorso ed è entrata nello staff dell’assessore regionale, Alessio Mammi, altro nome assente dalla lista diffusa provinciale online. Come mai? Non hanno raggiunto la soglia dei 500 euro che impone la pubblicazione del versamento? Oppure hanno elargito solo verso il Pd regionale o qualche circolo? Mammi ha versato oltre 30mila euro al Pd regionale. Nell’elenco di via Gandhi manca infine il presidente della Provincia, Giorgio Zanni, sindaco di Castellarano.

PROVINCIA
Nel resto della provincia, fra i sindaci si contano i 659,68 euro versati da Francesco Monica, primo cittadino di Castelnovo Sotto, i 500 euro di Paolo Fuccio, sindaco di San Martino in Rio, i 600 euro di Alessandro Santachiara, sindaco di Campagnola Emilia. E poi: 700 euro da Renzo Bergamini, sindaco di Gualtieri, e 500 euro da Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera.

ELARGITORI

Ma non ci sono solo gli eletti. E fra le donazioni al Pd ci sono anche quelle di Raffaele Leoni, presidente Asp, che a gennaio ha versato 1.500 euro; di Andrea Capelli, presidente Fcr, che a dicembre ha donato 4.500 euro; di Matteo Iori, presidente del Consiglio comunale di Reggio, con due versamenti da 600 euro per un totale di 1.200 euro; di Giammaria Manghi, capo della segreteria politica della presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Manghi ha donato 3.000 euro. Due donazioni – per un totale di 800 euro – sono anche quelle dell’ex parlamentare e tesoriere dimissionario della federazione Maino Marchi, che nel giugno scorso in fase di chiusura di bilancio segnalava proprio la costante difficoltà con gli eletti – ovvero parlamentari, assessori e consiglieri regionali, sindaci, assessori – a far loro versare una parte dei compensi nelle asfittiche casse del partito. —

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