L’assessore Priolo: «L’invaso sull’Enza è una priorità Carte al Ministero»

La vallata a monte dell’Enza, a Vetto

Vetto, dopo le polemiche è arrivata la risposta della Regione. Accordo tra enti per la gestione delle acque dell’Enza

VETTO. Il progetto dell’invaso sul torrente Enza non è stato bocciato, ma si farà. Lo ha confermato l’assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, intervenuta al primo appuntamento del neonato “Contratto di fiume del torrente Enza”. Organizzato dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po – Ministero dell’Ambiente, in partnership con la Regione Emilia-Romagna, il primo incontro online ha avuto come focus primario il confronto e l’approfondimento delle tematiche che interessano i numerosi Comuni del territorio delle province di Reggio Emilia e Parma.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, l’assessore regionale, incalzata in particolare dai sindaci della Lega, ha voluto puntualizzare che la Regione non ha bocciato il progetto, ma che anzi l’intenzione è quella di perseguire la strada della realizzazione dell’invaso. La “miccia” era stata accesa a seguito di una seduta della Commissione Territorio, Ambiente e Trasporti, durante la quale era stata presentata dal consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica) come primo firmatario, e da Fabio Rainieri (Lega) una risoluzione nella quale si chiedeva alla giunta di «attivare un tavolo di confronto regionale per dare seguito allo studio di fattibilità per un invaso sul torrente Enza, che recupera l’idea della realizzazione della diga di Vetto, sciogliendo le riserve e attivando l’iter per la costruzione».

Il documento – che conteneva anche riferimenti alle energie alternative, in particolare quella idroelettrica – non è stato approvato dalla maggioranza per questioni di merito, suscitando così la reazione dei consiglieri d’opposizione. Nell’intervento Priolo ha spiegato che non si è trattato di una bocciatura, tanto che la priorità dell’invaso (così come quella della traversa di Cerezzola) è stata comunicata al ministero competente. Sul fronte del Contratto di fiume, si tratta di un accordo tra soggetti che hanno responsabilità, diretta e indiretta, nella complessa gestione e nell’uso delle acque, nella pianificazione del territorio e nella tutela dell’ambiente. All’appuntamento erano presenti sindaci e amministratori dei Comuni del versante dell’Enza sia reggiani che parmensi, oltre ai Consorzi di bonifica Emilia Centrale e Parmense, Aipo, Arpae, le Province di Reggio Emilia e di Parma, i Parchi Appennino Tosco Emiliano ed Emilia Occidentale e dei Bacini Imbriferi Montani.

Il segretario dell’Autorità Meuccio Berselli e l’assessore Priolo hanno portato all’attenzione di tutti i diversi piani progettuali in corso ed in via di definizione o gli iter legislativi in atto. Il direttore di Aipo, Luigi Mille, ha risposto su quesiti mirati di natura tecnica. Il contributo di programmazione è arrivato dai progetti presentati dai dirigenti dell’Autorità distrettuale Fernanda Moroni, Andrea Colombo e Silvano Pecora. «Nell’immediato – ha sottolineato Berselli – l’attenzione va sicuramente posta sulla difesa del territorio per evitare quanto accaduto nel 2017 a Lentigione, sui mutamenti della morfologia del torrente che incide sul resto e infine sulla necessità di compensare il rilevante deficit idrico emerso dal recente studio dell’Autorità con azioni virtuose e con lo stoccaggio dell’acqua quando c’è».