L’affetto di Montecchi «Fondamentale per me e per la città»

REGGIO EMILIA. «Un personaggio unico, decisivo per la storia del basket reggiano, tanto simpatico e istrionico quanto a volte difficile da sopportare».

È pieno di affetto, un affetto che rimanda ai sorrisi, così come ai momenti tesi vissuti insieme in decine di partite, il ricordo di Dado Lombardi tracciato da Piero Montecchi.


Il “Papero”, che oggi vive in Florida, è stato lanciato ad alto livello proprio da Lombardi, che diede fiducia al giovane talento del vivaio reggiano. I due si sono ritrovati oltre un decennio dopo, quando Montecchi è tornato a Reggio e insieme al Dado, a Mitchell, al giovanissimo Basile, a Chris Jent, all’assistente Max Menetti è stato fra i protagonisti dell’indimenticabile cavalcata playoff conclusa in semifinale con la Fortitudo, dopo aver eliminato Milano e la Treviso di Obradovic e Williams.

«Sono molto dispiaciuto, nella storia del club si sono alternate tante figure importanti, tanti allenatori che hanno segnato dei grandi periodi, ma penso che Dado Lombardi rimanga la figura più rappresentativa, anche per il periodo in cui ha lavorato qui, negli anni della nostra grande crescita e poi negli anni ’90», riflette.

«Per me è stato un allenatore fondamentale, con lui ho fatto il passaggio tecnico decisivo, quello che mi ha portato a diventare prima di tutto un playmaker: è stato prezioso per la mia crescita e il mio sviluppo tecnico all’inizio della carriera». Una grande figura, non sempre semplicissima da gestire: «Era simpaticissimo, istrionico, un grande personaggio ma questa sua caratteristica a volte lo rendeva difficile da approcciare. Ma adesso, col tempo, tutto questo si ricorda con il sorriso, Dado è stato un personaggio davvero fondamentale per Reggio e per il nostro basket». —

A.A.

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