I palloncini del Rolo Calcio e il Blasco per salutare Alex

Ieri nella chiesa della Madonnina a Modena il funerale del giovane di 25 anni. La mamma: «Dacci la forza di andare avanti». I colleghi: «Sarai sempre con noi»

ROLO. Note e parole di “Vita spericolata” del Blasco rendono tutta l’ebbrezza e la voglia di vivere giovane. È stato un brivido ieri, alla chiesa della Madonnina a Modena, sentirle per salutare l’arrivo della bara di Alex Bonucchi, 25enne ex calciatore e allenatore del Rolo Calcio morto folgorato in un hotel ad Algeri, dove si trovava per lavoro per conto della Sacmi Forni & Filter Spa di Salvaterra (Casalgrande). Chissà quante volte avrà cantato la stessa canzone di Vasco Rossi a scortare i suoi sogni. Mai l’avrebbe pensata come compagna del suo ultimo viaggio, arrivato così presto. È cominciato subito con tanta commozione l’ultimo saluto al ragazzo morto il 4 gennaio. Ad attenderlo, parenti, amici, conoscenti in ogni angolo di strada di fronte alla chiesa, e dentro capienza anti-Covid subito riempita: almeno 400 tra ragazzi e adulti hanno voluto esserci. «Siamo tutti qui a chiederci il perché di questa vita spezzata, con tutte le sue promesse e speranze – ha detto il parroco don Franco Borsari – siamo qui nel ricordo di un volto, di una battuta, del sorriso bello e splendente di questo ragazzo. Che aveva tutti i suoi sogni e, nonostante la giovane età, già una responsabilità professionale che ricopriva con entusiasmo. Siamo attoniti, incapaci di dare risposte. Chiediamo il conforto e il coraggio della fede, chiediamo che Cristo luce e speranza guidi i nostri cuori. Tante volte valutiamo una vita per la lunghezza degli anni, ma il vero valore è l’intensità con cui viene vissuta».

Dentro e fuori dalla chiesa occhi lucidi, teste abbassate: il quartiere della Madonnina unito in un dolore silenzioso, e ancora più intenso. Alla fine della cerimonia la prima a prendere la parola è Miriana, la fidanzata di Alex: «A 24 anni sto vivendo un dolore più grande di me – sottolinea – Non riesco ancora a realizzare quanto accaduto, ho paura. Quando trovi l’anima gemella e te la vedi portare via così, ti senti schiacciata dall’ingiustizia della vita. Tu Alex questa vita l’hai sempre affrontata con una forza sovrumana, sempre con il coraggio e il sorriso, anche se a volte non era come te l’immaginavi. Non ti dico addio perché so che prima o poi ci rivedremo. Ti amo tanto».


«Fino all’ultimo non sapevo se sarei riuscita a prendere questo microfono – dice Barbara, la madre di Alex – Lo faccio per ringraziare voi tutti per l’enorme affetto e per dirvi: teniamolo vivo dentro di noi Alex. E tu Alex dacci la forza di andare avanti».

Prende la parola anche un collega, a nome della Sacmi: «Il tuo entusiasmo sul lavoro è indimenticabile, un pezzo di te rimarrà sempre in ognuno dei tuoi colleghi. Ti ringraziamo per tutto quello che sei riuscito a donarci».

Come l’entrata, anche l’uscita della bara è salutata da un lungo applauso. Il feretro viene portato nel piazzale a lato della chiesa, mentre risuona un’altra canzone di Vasco: “Come nelle favole”. Davanti alla bara lo striscione “Bonny per sempre con noi” realizzato dagli amici della Madonnina. Poi i palloncini bianchi e azzurri, colori del Rolo calcio, lanciati in cielo, con un altro grande applauso. Poi il feretro viene caricato per l’ultimo viaggio. Presente alla cerimonia anche l’avvocato della famiglia Enrico Aimi: «Ad Alex, alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene dobbiamo un forte impegno di verità e giustizia, per fare piena luce su quanto accaduto ad Algeri».—

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