Stazione, la Soprintendenza dopo 9 mesi dà l’ok ai lavori

La stazione di Bagnolo, le impalcature sono state montate nel giugno 2019

Bagnolo, mercoledì 20 gennaio è arrivato il parere (con prescrizioni) che Fer aveva chiesto l’8 giugno scorso L’intervento di ristrutturazione da 250.000 euro già affidato a una ditta di Reggio

BAGNOLO. Lavori all’edificio della stazione – chiusa dal dicembre del 2017 per un incendio che ne ha bruciato tetto e muri – in standby per nove mesi, in attesa del nullaosta della Soprintendenza bolognese ai beni architettonici e paesaggistici. Parere che ieri è finalmente arrivato a Fer, con la comunicazione anche al Comune. Il via libera c’è anche se con alcune prescrizioni sull’intervento da fare.

«La richiesta del parare alla Soprintendenza, con invio del progetto architettonico della stazione, Fer l’ha inviata l’8 giugno dell’anno scorso – spiega Carlo Alberto Lunghi, direttore d’esercizio delle linee ferroviarie dell’Emilia Romagna –. L’edificio della stazione di Bagnolo è un bene tutelato e, per potere iniziare i lavori, il nullaosta era indispensabile. Ora siamo pronti a partire con il cantiere». Effettivamente l’iter del progetto da 250.000 euro, che prevede non solo il ripristino delle strutture danneggiate dal fuoco, ma anche l’adeguamento antisismico e la messa in sicurezza dell’intero edificio, è terminato: dopo il via libera ottenuto da Comune e Genio civile, il progetto è andato a gara, che si è conclusa con l’aggiudicazione alla ditta Quadra Costruzioni di Reggio Emilia, il 29 luglio scorso. Ed è del 9 settembre la stipula del contratto con la ditta, che avrebbe dovuto terminare i lavori entro 90 giorni, a partire però dalla consegna dei lavori stessi, mai avvenuta appunto in attesa del nulla osta della Soprintendenza.


«I lavori sono rimasti bloccati fino a oggi – spiega il sindaco di Bagnolo, Gianluca Paoli – proprio per la mancanza di quell’unico e ultimo atto. Per quanto riguarda il Comune, abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per stimolare Regione e Fer a procedere con la progettazione. A questo punto direi che, fatte salve le prescrizioni del parere della Soprintendenza, che potrebbero contenere indicazioni su piccole modifiche progettuali, i lavori potranno iniziare».



Intensa, durante questi nove mesi, la corrispondenza tra Fer e la Soprintendenza, almeno secondo la risposta a un’interpellanza della consigliera regionale M5S Silvia Piccinini. Il primo sollecito di Fer porta la data del 5 settembre 2020; gli altri sono del 23 settembre e del 9 ottobre. Pochi giorni dopo, il 13, la Soprintendenza si fa viva e risponde che il parere sarebbe arrivato a breve. Venti giorni dopo, in assenza di nuove comunicazioni, e soprattutto del nullaosta, Fer torna alla carica con i solleciti, che partono il 5 e il 30 novembre. Nel frattempo viene contattata la segreteria della Soprintendenza, che rassicura sull’interessamento. Il risultato è noto: Fer è rimasta in attesa del parere per un altro mese e mezzo. Finalmente ieri la “buona novella”.