Il mistero del gatto nella neve arrivato fino al Rifugio Segheria

Il micio ribattezzato con il nome del sentiero 605 si è visto durante le feste. Non si fa prendere ma mangia quello che gli viene lasciato in un piattino

VILLA MINOZZO. Lo hanno visto aggirarsi intorno al rifugio nei giorni di neve incessante. Lui, un bel gattone robusto dall’aria paffuta, come ha fatto ad arrivare fin lassù?

Se lo sono chiesti Sara Perazzoli e Marcello Terzi, gestori della Segheria, a 1.400 metri di altezza nel cuore dell’Abetina reale. «Secondo noi è qui da tempo. Si è avvicinato durante le feste natalizie, quando eravamo chiusi. Da quando è venuto il soccorso alpino ad aiutarci a sgomberare il tetto dalla neve, si deve essere spaventato e da allora non si fa più vedere – spiega Sara – Ma siamo sicuri che c’è perchè vediamo le impronte intorno al rifugio e in più tutte le sere gli lasciamo da mangiare e sparisce tutto. Sembra stare bene, per lo meno mangia. Di questo siamo sicuri».


Resta il mistero, però. Da dove viene? Come ha fatto ad arrivare fin lassù? «Sicuramente è un gatto, non un gatto selvatico e nemmeno una lince – chiarisce Sara – ora si è sicuramente rinselvatichito. Non pensiamo che venga da giù. Ora sta qui, dorme nella legnaia. Penso che se la caverà molto bene».

Al Rifugio Segheria ormai lo hanno eletto come mascotte felina. L’altra è Jenga, la loro cagnolona.

Intanto il micio misterioso oltre a piatti pieni di cibo, ha vinto anche un nome. «Lo abbiamo chiamato 605, come si chiama il sentiero che porta alla Segheria» racconta Sara.

Vedremo quando la neve lascerà il posto alla bella stagione, cosa farà il gatto 605, se resterà nei paraggi. E magari si capirà un po’ di più di lui. —

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