Raccolte 360 firme per chiedere la fibra anche a Canolo: «Qui niente internet»

Una foto dall'alto di Canolo di Correggio

Correggio, l’iniziativa dei cittadini: «Gli operatori non ci rispondono. Ma con Dad e smart working i bisogni sono aumentati»

CORREGGIO. La richiesta è semplice. E parrebbe scontata la risposta in un territorio di pianura, a due passi da una cittadina di dimensioni importanti ed economicamente e socialmente rilevante come Correggio: avere un collegamento internet veloce e moderno. Invece, a Canolo il digital dividesembra essere piuttosto reale se un cittadino, Simone Mallozzi, ha deciso di farsi promotore di una raccolta firme per chiedere la fibra, ottenendo la sottoscrizioni di altri 360 cittadini nonostante i tempi di Covid. «Qui non abbiamo neanche l’Adsl – è la sua denuncia – E ora che tante famiglie sono alle prese con smart workinge didattica a distanza i bisogni di collegamento a internet sono aumentati. Qui a Canolo saremo in mille abitanti, ma una soluzione non sembra all’orizzonte. Io sono 12 anni che vivo qui e non ho mai avuto una connessione a internet». Se non quella possibile attraverso gli smartphone.

Da qui la determinazione a mobilitarsi. E non singolarmente, ma facendo sentire la forza di tutta la frazione, che ha aderito alla raccolta di firme per una «connessione internet moderna e veloce, un’esigenza imprescindibile della popolazione per fronteggiare la crisi soci-economica indotta dall’attuale pandemia Covid-19 e per non incorrere in una disparità di trattamento con le frazioni e città confinanti», si legge nella petizione. Che specifica come in zona le connessioni internet nella maggior parte del territorio hanno una «velocità di download che difficilmente arrivano a 3 Mbit/s, senza parlare della velocità in upload che risultano ridicole».


Un’alternativa alla posa dei cavi di fibra è quella che propongono società come Eolo o Linkem, ma sul punto i cittadini sottoscrittori della petizioni spiegano: «Sono soluzioni che hanno dei limiti ben evidenti, in pochissime situazioni è infatti possibile procedere con installazioni di antenne sui tetti che vanno orientati in modo preciso e su campo libero, rendendo praticamente fruibili il servizio da una piccolissima minoranza della popolazione». Ma, spiega Mallozzi, da parte degli operatori di telefonia e collegamento internet a cui anche lui stesso si è rivolto non sarebbero mai arrivate soluzioni. «Open Fibra di Telecom, Fastweb, nessuno mi ha mai risposo» confida.

Per questo, ora, si sono mossi con una raccolta di firme iniziata nei giorni di Natale e che è stata inviata anche al Comune di Correggio per chiedere il suo aiuto, affinché possa farsi portavoce delle istanze della frazione di Canolo che è del tutto intenzionata a collegarsi a internet in modo veloce, al passo con i tempi, nei modi in cui sempre più questi tempi richiedono. —