Contenuto riservato agli abbonati

Le parlamentari reggiane Iori e Mantovani: «In Senato buoni margini per arrivare a una maggioranza piena»

Le parole delle reggiane Iori (Pd) e Mantovani (M5s), al lavoro per «dare vita a un nuovo progetto di ripresa e di resilienza»

REGGIO EMILIA. Per le due senatrici reggiane, Vanna Iori del Pd e Maria Laura Mantovani del M5s, la giornata seguita alla conta sulla fiducia a Conte è stata piena di impegni. Sia per la votazione sullo scostamento di bilancio di 32 miliardi, sia per le riunioni delle Commissioni di cui fanno parte.

Entrambe si dicono «ottimiste sulla possibilità che l’attuale maggioranza riesca ad ampliare la propria forza numerica e che anche in Senato si arriverà a superare la quota dei 161 voti». Quella che garantisce la maggioranza assoluta e che il traguardo arriverà «anche con una parte dei colleghi senatori di Italia Viva».

Il primo scoglio per la senatrice Vanna Iori, capogruppo Pd in Commissione Igiene e Sanità, è stata la riunione di ieri. La presidente di Commissione, Anna Maria Parente è una senatrice di Italia Viva – ma anche tra coloro che per Vanna Iori stanno riflettendo – e la sua collocazione modificherà i rapporti di forza. Diversa la situazione in Commissione Affari Costituzionali, dove il passaggio dei due componenti di Italia Viva all’opposizione non cambierebbe nulla. Ma tutto è in divenire, come raccontano le due senatrici reggiane.

Vanna Iori giudica «non negativo i 156 voti ottenuti a fronte dei 140 dell’opposizione. Ma questo non vuol dire tirare avanti e vivacchiare. È solo il primo passo per mettersi a correre e far uscire il Paese dalla crisi sanitaria, economica e sociale».

La senatrice ha vissuto la giornata di martedì in fibrillazione. «Non sono stata né una passiva spettatrice, né una protagonista nel dibattito. Ho però parlato con diversi colleghi come la Binetti, che è con me in Commissione, la presidente Parente, con Quagliariello e altri senatori meno noti, però desiderosi di impegnarsi e che si sono detti disponibili a dialogare. Mi sono rivolta a persone portatrici dei valori europeisti e moderati che sono presenti in maniera trasversale nelle forze politiche, compreso il Pd e che condividono il giudizio che andare alle elezioni è un non senso. Sono convinta che nel giro di qualche giorno si possa costruire un’area di centro europeista e liberale e allargare la maggioranza, anche perché ci sono perplessità in Italia Viva per la scelta di Renzi».

Poi conclude: «Dobbiamo attendere qualche giorno, ma espressioni di fiducia al Governo arrivano da diverse persone che hanno votato contro o si sono astenute, ma con un po’ di turbamento. Voglio credere che ci siano le condizioni perché venga colto l’invito del presidente Mattarella».

Per la senatrice M5s Anna Laura Mantovani, invece «è stata una giornata vissuta con una forte tensione emotiva, ma anche con la certezza che il gruppo M5s al Senato era compatto». Per carattere, aggiunge, «cerco di instaurare rapporti di fiducia e ho partecipato a tutta una serie di colloqui, cercando di creare un clima che favorisse l’adesione alla maggioranza. La nostra previsione non era arrivare a 161 voti e ci conforta che alla fine siano mancati solo 5 voti e il nostro gruppo compatto è stato il sostegno principale a Conte. La maggioranza, si deve rafforzare perché non si può andare avanti molto con solo 156 voti al Senato e anche il premier Conte ha chiaro che la prospettiva è la nascita di un nuovo gruppo centrista ed europeista che raccolga i più responsabili e disponibili».

Per la senatrice M5s si tratterà, conclude, «di un’area che nasce dall’emergenza e dalla necessità di dare vita a un progetto di ripresa e di resilienza. Sono ottimista e penso che sarà lo spazio per tutti coloro che in coscienza vorranno lavorare superando i particolarismi emersi nel dibattito e sono convinta che qualcuno dei senatori di Italia Viva rientrerà nel Pd o aderirà al nuovo gruppo centrista, perché diverse persone sono rimaste sconcertate dalla scelta e dalla spavalderia di Renzi».